Berlusconi da Vespa: “Nei giornali e tv troppi farabutti”
Durante la trasmissione in prima serata anche un confronto aspro tra il premier e Casini, "l'Udc da solo alle regionali". "Auguri'', ha replicato a denti stretti il Cavaliere
”In tv, giornali e politica ci sono troppi farabutti”. Silvio Berlusconi e’ un fiume in piena e, dal salotto di Porta a Porta, punta a rimettere ordine nell’agenda politica e di governo.
Il terremoto e l’Abruzzo aprono e chiudono la trasmissione, ma totalizzano poco piu’ di quaranta minuti su oltre due ore e mezza di trasmissione durante le quali c’e’ anche il tempo per un nuovo affondo contro il centrosinistra e i media (le accuse di conflitto di interessi sono ”delinquenziali”); e per un botta e risposta in diretta con Pier Ferdinando Casini. I centristi dell’Udc praticano ”la politica dei due forni” e tengono, dice il premier, alle clientele. Parole che arrivano velocemente alle orecchie di Casini. Il leader centrista alza il telefono e irrompe nel salotto bianco di Raiuno: ”Vuol dire che non faremo alleanze con il Pdl alle regionali, lui non avrà difficoltà…”. ”Auguri”, contro-replica a denti stretti il Cavaliere. ”Bene, buon lavoro a lei”, chiosa Casini.
Complice un servizio confezionato sulle tensioni nel Pdl, il primo nodo che viene affrontato e’ quello dei rapporti con Fini: ”Io non ho problemi riguardo al funzionamento del Pdl. E’ una situazione che e’ stata evocata dal presidente della Camera. Ci sono – e’ la spiegazione – due concezioni diverse in campo”. Facile immaginare in cosa consistono: da una parte, c’e’ il presidente della Camera che e’ ”un professionista della politica” e per il quale ”i partiti devono avere funzioni piu’ allargate”; dall’altra, Berlusconi. Forza Italia, dice, e’ nata come ”movimento”, capace di organizzarsi ”per affrontare i momenti elettorali”. Differenze scritte nella storia quindi ma, assicura il premier, si possono riassorbire. La vita di partito sara’ cadenzata cosi’ come da programma, dice, e soprattutto chi teme lo strapotere della Lega potra’ contare su una nuova struttura di bilanciamento: una sorta di ‘caminetto’ al quale parteciperanno i coordinatori del Pdl, i capigruppo parlamentari, il presidente del partito e quello della Camera.
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