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Ingegneria gestionale, una laurea che serve alle imprese del territorio e che permette ai laureati della Liuc di Castellanza di collocarsi rapidamente sul mercato. Trova lavoro in fretta e nelle aziende del territorio, ma soprattutto la sua collocazione lavorativa è coerente con l’iter degli studi svolti. È l’identikit del laureato tipo di ingegneria gestionale della Liuc, fotografato in un’indagine condotta da Alberto Grando, docente della facoltà di ingegneria gestionale. I risultati raccolti fra ex studenti sono stati presentati nel pomeriggio di giovedì 19 nell’ambito del convegno “Competere attraverso la tecnologia e l’innovazione tecnologica” organizzato dalla facoltà. Insieme allo studio sull’offerta locale, è stata presentata anche la ricerca svolta da un’altra docente dell’ateneo castellanzese Raffaella Manzini, che ha invece cercato di definire le esigenze delle imprese locali. C’è necessità di tecnologia nella vita aziendale e dunque occorre accrescere le competenze manageriali. 226 sono i diplomati e laureati in ingegneria usciti dalla liuc. Di questi, per la ricerca sugli sbocchi occupazionali, ne sono stati contattati 160 e hanno risposto in 40. Del campione preso in esame il 71% lavora, mentre il 29% non è occupato. In questo ultimo caso, però, si tratta di neolaureati impegnati in formazione oppure negli impegni di leva o servizio civile. Un neolauraeto ingegnere ci mette in media tre giorni a trovare un impiego e una grossa fetta del 19% trova un posto nelle imprese del Varesotto. Il 63% nel milanese, l’11% a Novara e il 7% a Como. La percentuale di impiego nel territorio è considerevole e per Gallo «conferma la scelta progettuale di questa università che vuole essere al servizio del territorio». La formazione continua è frequente: il 61% dei laureati infatti continua ad acquisire competenze dopo la laurea, all’interno o all’esterno delle imprese dove lavorano. I principali settori di impiego sono il meccanico (17%) , chimico (13%) e aeronautico (9%). Le mansioni svolte sono nella maggior parte dei casi coerenti con l’iter degli studi. E se questi dati si confrontano con gli sbocchi occupazionali del Politecnico di Milano, come ha fatto il professor Gallo, allora si potrà notare che gli sbocchi sono sostanzialmente simili. La Liuc nasce per fornire competenze al territorio. Proprio per questo i dati della dell’offerta sono stati incrociati con le aspettative delle imprese. Quali competenze ricercano le imprese locali. È l’argomento di cui si è occupata Raffaella Manzini. Le aziende vogliono tecnologia e innovazione. Le imprese locali in particolare fanno innovazione nel processo piuttosto che nel prodotto, applicano i cambiamenti in maniera incrementale, piuttosto che radicale e cercano anche di integrare conoscenze provenienti da aree tecnologiche e e scientifiche diverse. Puntano inoltre sulle eccellenze e sulle specializzazioni. Secondo le interviste svolte dalla docente della Liuc, le imprese vogliono competenze tecniche, organizzative e gestionali. Insomma proprio quello che offre la facoltà di ingegneria gestionale. A confermare queste tendenze sono stati anche i relatori che agli studenti presenti in aula hanno spiegato esperienze e delineato il quadro delle aspettative. Erano presenti Luca Galbiati della R&D manager di Kone Italy, Alfredo Maiocchi , responsabile di produzione della BTicino di Varese, Risveglio Isola, direttore gestione del personale e relazioni sindacali Italia della De Agostini, Angelo Casero, direttore operations Seal di Saati group, Luigi Giovanni Carcano, presidente Casaforte Self-Storage e Carlo Noè, professore ordinario di logistica dell’università Cattaneo.
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