«Caso piscina, una perdita di denaro pubblico»

Insorgono i partiti del centrosinistra: la lettera dell'Autorithy che criticava l'operato dell'amministrazione era giunta in comune il 20 novembre

I partiti del centrosinistra tradatese tornano a parlare della piscina comunale dopo la "bacchettata" sulle mani che è arrivata all’amministrazione comunale da parte dell’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici. Nei giorni scorsi, infatti, dal Municipio la Giunta aveva fatto sapere di aver fatto ricorso al Tar per una lettera arrivata dal servizio ispettivo dell’Autorithy di Roma. Lettera nella quale venivano evidenziati aspetti positivi e negativi della mediazione portata a termine dall’amministrazione con l’azienda appaltatrice. «Con stupore e profonda preoccupazione si nota che l’Amministrazione comunale persiste in una pessima conduzione della questione piscina – spiegano Democratici di Sinistra, Rifondazione Comunista e Margherita -: l’accordo transattivo raggiunto tra il Comune e l’impresa appaltatrice il Giardino rappresenta l’ennesimo errore compiuto da questa amministrazione ai danni della collettività e delle casse pubbliche per la costruzione di un’opera che, sia chiaro, a scanso di maliziose e demagogiche travisazioni, tutti vogliono». 

«Il severo giudizio dato dall’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici al riguardo conferma quanto già denunciato da questa opposizione – proseguono i partiti di minoranza -: i termini dell’accordo risultano essere troppo onerosi per il Comune, che ha sostanzialmente rinunciato di valersi delle irrogazioni delle penali che le sarebbero spettate per Legge, della cauzione per la maggiore spesa sostenuta per il completamento del lavori e di un’eventuale risarcimento del danno. In pratica, se è vero che con la transazione il comune si è immediatamente riappropriato del cantiere, è anche vero che la perdita di denaro pubblico che ne è derivata è altissima».

«L’amministrazione comunale attuale ha risolto il contratto con l’impresa appaltatrice in maniera assolutamente sconveniente per il comune, con ritardo di consegna dell’opera e maggiori costi a carico della collettività intera. Si esprimono inoltre dubbi sull’utilità del ricorso al T.A.R. deciso dalla Giunta per la nota di censura espressa dall’Autorità, non essendo ostativa alla nuova gara d’appalto che si intende deliberare. Il sindaco e la giunta dovrebbero avere più rispetto delle opposizioni e delle sedi istituzionali, perchè non è ammissibile essere notiziati a mezzo stampa, a quasi un mese dal suo arrivo, della comunicazione dell’Autorità e della decisione di proporre ricorso al T.A.R., e dovrebbero invece assumersi molto onestamente le conseguenze della disastrosa gestione dell’appalto della piscina».


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Pubblicato il 23 Dicembre 2003
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