La cassa integrazione nel metalmeccanico aumenta del 35%
I dati della Cgil sulla provincia di Varese. Rota: "se a settembre non ci saranno interventi concreti da parte della Regione partiremo con le mobilitazioni"
La cassa integrazione nel metalmeccanico lombardo continua a crescere. Dai dati resi noti dall’Inps, considerando il periodo compreso tra luglio 2012 e giugno 2013 si nota che si è arrivati a 100 milioni e 830mila ore circa mentre tra luglio 2011 e giugno 2012 erano stati calcolati 92 milioni e 223mila ore. Un aumento del 9,33 per cento. Da considerare che ci sono province che soffrono più di altre. Tra queste Bergamo (+ 39,5%), Lecco, (+ 17%), Pavia (+ 38%), Varese (+ 35,2%), Sondrio (+60,2%). Ad aumentare è soprattutto la cassa integrazione ordinaria, che è cresciuta del 46,7%, passando da 33 milioni e 690mila ore (2011- 2012) a 49 milioni e 420mila ore (2012-2013). Anche la straordinaria ha avuto un incremento del 31%, passando da 31 milioni e 996mila ore (2011-2012) a 41 milioni e 922mila ore (2012-2013). La deroga invece è crollata, dimezzandosi: da 16 milioni e 420mila ore (2011-2012) si è passati a 8 milioni e 830mila ore (2012- 2013).
Nonostante l’aumento dell’anno su anno, considerando il mese su mese si nota una lieve diminuzione delle ore di cassa. Lo scorso mese, le ore di cassa integrazione nel settore metalmeccanico lombardo sono state 7 milioni e 334mila contro i circa 7 milioni e 994mila di giugno 2012. Una diminuzione pari all’8,2 per cento. Nonostante il calo generale del mese su mese, le ore di cassa nelle province di Brescia e Lodi restano comunque in aumento, rispettivamente con un +86,46 e un +145,77 per cento. Per Brescia si è passati da 1 milione e 441mila ore del 2012 a 2 milioni e 688mila ore del 2013. Per Lodi, invece, da 104mila ore a 255mila ore. «Si arriva alla chiusura estiva con una situazione pesantissima – commenta Mirco Rota, segretario generale Fiom Cgil Lombardia – I dati sulla cassa integrazione, in progressivo aumento, cominciano a fare intravedere una ripresa pericolosa sul piano non solo industriale ma della tenuta sociale. Continuiamo a chiedere alle forze politiche, in particolare alla Regione Lombardia, interventi e provvedimenti per affrontare la situazione, ma non vediamo risposte. Se non dovessero esserci a settembre azioni concrete per affrontare la crisi, valuteremo, anche con la Cgil, iniziative di mobilitazione».
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