Un dossier accusa: «Episodi di antisemitismo a Varese»
Documento ufficiale della Ue cita il raid di un anno fa al liceo scientifico Ferraris
L’antisemitismo in Europa è in aumento e il suo risveglio passa anche da Varese. La notizia è di quelle che colpiscono ed è rintracciabile nel rapporto elaborato nel 2002 dal Centro europeo di monitoraggio del razzismo e della xenofobia, agenzia creata nel 1997 da Bruxelles.
Nella parte riguardante l’Italia, il documento cita un episodio accaduto il 4 aprile 2002 al liceo scientifico Galileo Ferraris di Varese. Il passaggio integrale viene ripreso dal sito Repubblica.it, e pubblicato, insieme ad altri episodi, con la traduzione di Anna Bissanti. Ecco le parole esatte: «4 aprile: distruzione del lavoro di ricerca e degli archivi sull’Olocausto e sulla Resistenza creati dagli studenti del Liceo Galileo Ferraris di Varese, dove sono andati distrutti i pannelli per le affissioni e i muri della scuola sono stati riempiti di graffiti di vernice rossa, riportanti scritte quali “Ebrei al rogo”. Varese si trova in una delle roccaforti italiane dei gruppi di estrema destra, particolarmente gli skinheads di estrema destra».
La distruzione dei quadri provocò sconcerto in città, ma, al di là dell’episodio, colpisce che l’osservatorio Ue identifichi Varese come una delle roccaforti degli skinheads.
Il pericolo, però, non verrebbe solo da destra. Dal documento emerge anche un’altra pista, e cioè quella della sinistra filopalestinese.
«A differenza di altri paesi in Italia vi è piuttosto un revival di topoi antigiudaici – scrivono gli estensori del documento – associati ai tradizionali stereotipi antisemiti e antisionisti radicati nella sinistra. Ciò è stato particolarmente palese durante gli eventi che hanno avuto luogo nella Chiesa della Natività di Betlemme».
Il riferimento è all’occupazione israeliana dei luoghi santi del cristianesimo e al contemporaneo assedio al quartier generale di Arafat. Un legame tra quanto accaduto a Varese e la situazione internazionale di quella primavera 2002 venne ipotizzato anche dalla vicepreside della scuola varesina, Giusy Bergami: «La mia opinione personale – dichiarò in quella occasione a Varesenews – è che si sia trattato di un gesto legato ai fatti di questi gironi, a ciò che sta accadendo in Medio Oriente».
L’esistenza del documento è stata svelata a novembre dal Financial Times. L’autorevole quotidiano economico inglese aveva apertamente accusato l’Unione europea di averlo censurato. Le Monde ne ha successivamente pubblicato alcuni stralci, ora tradotti da La Repubblica e pubblicati sul sito internet del quotidiano di piazza indipendenza.
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