Formigoni: «A Varese vogliamo un polo d’eccellenza della sanità»
Il Governatore boccia l'idea della cittadella della salute. Ma Rotasperti è fiducioso
Per il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Varese si è trattato di una piccola rivincita. Messo sotto accusa e controllato a vista a causa del ritardo di 6 mesi nell’avanzamento dei lavori del nuovo ospedale, oggi Roberto Rotasperti ha incassato le lodi pubbliche del Presidente della Regione Roberto Formigoni che, in visita al cantiere, si è complimentato per l’andamento dei lavori e per l’imminente completamento della prima ala ( la medicina legale tra febbraio e marzo 2005).
Ad attendere il Governatore c’erano personalità politiche locali e regionali, rappresentanti delle istituzioni, in testa il Prefetto Alfonso Pironti e il Questore Giovanni Selmin, il Rettore dell’Insubria Renzo Dionigi, i rappresentanti della ditta appaltatrice e i primari del Circolo.
Una gita fino al quinto piano per poi scendere nei sotterranei dove stanno ormai prendendo corpo i locali della medicina legale. «È il più cospicuo investimento che la Giunta ha fatto in questa legislatura – ha commentato Formigoni – È il segno della strada che abbiamo imboccato nel campo della sanità. Vogliamo investire in questo campo puntando sulla modernità delle strutture e sulla tecnologia».
Il cantiere è stato apprezzato anche e soprattutto per la pulizia e per il rispetto delle norme di sicurezza: in più di due anni di lavori si è registrato un solo incidente che ha coinvolto due lavoratori in modo non serio.
Meno soddisfacente per Rotasperti si è rivelata la posizione di Formigoni sul futuro della "citta della della salute": « In futuro si dovrà investire nella ricerca. Si potrebbe considerare i padiglioni lasciati liberi per sviluppare questo settore molto importante. Tra i nostri obiettivi c’è quello di creare a Varese un polo d’eccellenza a livello medico ma anche della ricerca. Sul Del Ponte io non vedo la necessità di un ripesamento delle nostre decisioni: abbiamo investito per costruire un centro all’avanguardia e ritengo quella scelta la più adatta».
Un’affermazione che ha lasciato l’amaro in bocca a Rotasperti, ideatore del modello accentratore, che vorrebbe tutti i servizi medicali accorpati in viale Borri: «Siamo in attesa dell’istituzione del tavolo tecnico di discussione, come preannunciato dallo stesso Presidente, per decidere la destinazione dei padiglioni del vecchio ospedale che si libereranno dopo il trasloco – ha commentato Rotasperti..
E sul futuro della cittadella della salute il direttore: "C’è una coralità di voci: il periodo pre-elettorale non si presta a raggiungere la sintesi".
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