I Parchi lombardi si mettono in mostra
In Lombardia cresce la "voglia di Parco": sono 60 i nuovi Parchi Locali di interesse Sovracomunale (PLIS), ma solo il 5,48% del territorio è efficacemente tutelato
Tutti i Parchi lombardi in mostra a Park Life, il primo appuntamento nazionale interamente dedicato alle aree protette, che si aprirà a Roma il 26 maggio: Legambiente, grazie ad un accordo con la Regione Lombardia, li ospiterà infatti all’interno del suo stand con uno spazio ad hoc, dove avranno la giusta visibilità nell’ambito della kermesse romana.
Così a tenere alta la bandiera delle aree protette lombarde a Park Life non saranno solo i tre big – Parco nazionale dello Stelvio, Parco dell’Adamello e Parco del Ticino -, presenti ciascuno con un suo stand, ma anche tante altre realtà minori che sono parte integrante della crescente "voglia di Parco", che in Lombardia sembra aver contagiato soprattutto Comuni e Province. Sono un fenomeno tutto lombardo infatti le 60 nuove aree protette di piccole dimensioni, i cosiddetti Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS), attraverso i quali i Comuni lombardi esprimono un bisogno sempre più forte di tutelare e valorizzare porzioni del loro territorio e di farlo subito, senza aspettare che siano lo Stato o la Regione a tracciare perimetri sulle carte. Purtroppo però a tanta "voglia di Parco" non hanno fatto seguito, in questi ultimi anni, politiche regionali adeguate.
«Sulla carta le aree protette della Lombardia interessano il 22% del territorio regionale, ma per il Ministero dell’Ambiente solo il 5,48% del territorio, contro il 10,8% del dato nazionale, è efficacemente tutelato e dispone di requisiti di tutela adeguati ad essere incluso nell’elenco ufficiale delle aree protette, nel quale la Lombardia occupa un mediocre sedicesimo posto», spiega Damiano Di Simine, responsabile dell’Osservatorio Parchi di Legambiente Lombardia.
In gran parte questa superficie è rappresentata dai Parchi Naturali Regionali, che la Regione ha istituito con lungimiranza già negli anni ’70, a cui si somma il più antico Parco Nazionale dello Stelvio, che quest’anno compie settant’anni, e un gran numero di riserve naturali. Ma in Lombardia la grande spinta innovativa prodotta nel 1983 dalla legge regionale sulle aree protette si è esaurita, proprio mentre nel resto d’Italia si sono istituiti nuovi Parchi e si sono realizzate politiche per la valorizzazione del territorio. L’ultima pagina nera la Regione l’ha scritta proprio all’interno del suo più grande santuario naturale, il Parco dello Stelvio, dove per i Mondiali di Sci si sono autorizzati terribili sfregi al territorio in Valfurva.
«Al nuovo assessore regionale Zambetti chiediamo di voltare pagina – continua Di Simine – e segnaliamo tre priorità: la riforma della legge regionale, che archivi definitivamente il pessimo disegno di legge presentato dall’assessore precedente, l’individuazione di programmi di sistema per le diverse tipologie di aree protette, perchè i bisogni della montagna sono diversi da quelli della pianura e delle aree metropolitane, e il Parco delle Orobie Bergamasche, che attualmente è un Parco fantasma, commissariato e privo di un piano approvato, e deve essere rilanciato al più presto anche per interrompere io spopolamento e l’abbandono delle valli».
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