«Fondazione, un esperimento lungo dieci anni»

Dal primo gennaio privatizzazione dell’ospedale. Per l’assessore alla salute, nessun costo aggiuntivo per i cittadini, perdite ripianate dalla Regione

1«La fondazione non costerà nulla ai Comuni, né ai cittadini. Per 10 anni le perdite saranno ripianate dalla Regione». L’assessore alle politiche della salute di Saronno, Luciano Cairati, risponde alle domande chiave sulla nascita della fondazione ospedaliera che gestirà il nosocomio cittadino dal primo gennaio, ovvero la privatizzazione dell’ospedale. Una sperimentazione che, secondo Cairati, manterrà pubblico lo spirito della struttura e che durerà, secondo un piano stilato da Regione e Comune di Saronno, almeno 10 anni. In questo periodo le perdite economiche previste saranno ripianate dalla Regione Lombardia, ma se per due anni consecutivi si dovessero superare le perdite previste, la sperimentazione sarà chiusa e la fondazione cesserà di esistere, lasciando spazio a un’altra tipologia di gestione.

«Non vi sarà alcuna spesa da parte dei cittadini – tiene a precisare l’assessore -. È stata una delle condizioni che abbiamo posto quando la Regione ci ha proposto di studiare una soluzione per far tornare autonomo l’ospedale».

La soluzione trovata è infatti quella della fondazione che farebbe tornare l’ospedale come cinque anni fa, autonomo, prima dell’accorpamento amministrativo con gli ospedali di Busto Arsizio e Tradate nell’Azienda ospedaliera di Busto Arsizio. «Accorpamento che ha portato non pochi problemi, soprattutto perché non è stato tenuto conto dell’interprovincialità del nostro territorio che è sì varesino, ma confina con Milano e Como – prosegue Cairati -. Se il nostro ospedale fosse stato accorpato a Legnano o Garbagnate, tutto ciò probabilmente non sarebbe successo. In questi anni abbiamo assistito a un lento depotenziamento della struttura. Qui c’è un bisogno sanitario diverso rispetto all’ottica aziendale di Busto, serve un ospedale completo. Ma fatto il passo dell’accorpamento non si poteva più tornare al vecchio sistema sanitario e abbiamo quindi accettato l’idea di una sperimentazione, provare a studiare insieme a Regione e Azienda ospedaliera un sistema di gestione alternativo. Ecco come è nata l’idea della fondazione, per riportare la comunità all’interno delle decisioni sanitarie».

Oggi per completare la costituzione ufficiale della fondazione manca solo lo statuto e la firma del protocollo d’intesa tra Comune di Saronno e Azienda Ospedaliera. Ma entro poche settimane dovrebbe essere tutto pronto e la gestione dell’ospedale da parte della fondazione partirà dal primo gennaio. «La concorrenza con gli altri ospedali – aggiunge Cairati – non sarà data dal prezzo dei servizi, che rimarrà uguale a oggi, ma nel miglioramento dell’efficienza che può abbattere i costi».

Nel dettaglio anche i dipendenti non subiranno alcuna modifica nei contratti, rimarranno dipendenti pubblici dell’Azienda ospedaliera di Busto Arsizio: «La formula che dà più garanzie penso sia quella “del comando”. I nuovi dipendenti, invece, saranno assunti direttamente dalla fondazione con contratti sanitari privati».

Sulla futuro dell’ospedale e sulla sua “vocazione sanitaria”, Cairati preferisce non sbilanciarsi: «L’importante è riacquistare la caratteristica di ospedale generico e riportare la struttura alla sua naturale vocazione: fare bene e meglio ciò che ha sempre fatto, in tutti i settori, dalla chirurgia alla pediatria. Questo almeno come inizio, poi in futuro vedremo se vi saranno delle eccellenze. Per ora l’autonomia è già un buon inizio, i cittadini torneranno padroni del loro ospedale».

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Pubblicato il 25 Ottobre 2005
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