Lucchina: «Non fermiamo il percorso riformatore della Camera di Commercio»

Il rappresentante di Confesercenti in consiglio Camerale interviene sui criteri di nomina dei rappresentanti dell’ente

«Fin da quando siamo entrarti nel consiglio della Camera di commercio abbiamo apprezzato la linea espressa dal presidente Belloli: cioè che la Camera di Commercio non doveva essere solo patrimonio di qualche associazione, ma rappresentare tutte le imprese iscritte. Per questo abbiamo sempre sostenuto lo sforzo di "toglierci la casacca" della Confesercenti quando entravamo nei consigli dell’ente: fondamentalmente, per evitare un’oligarchia che c’era stata negli anni passati».

Comincia da un elogio all’attuale guida della Camera di Commercio varesina l’intervento di Gianni Lucchina, rappresentante di Confesercenti nel Consiglio Camerale. Ma lo scopo della convocazione nella sede di Confesercenti non è, o non è solo, un semplice bilancio positivo dei primi tre anni di partecipazione nell’organismo.

Il soggetto principale invece è la nomina del rappresentante del consiglio Camerale nei Confidi, che serve all’ente stesso per controllare l’operato dei consorzi di Garanzia che si occupano della valutazione di molti dei loro contributi: «La Camera di Commercio, che eroga delle agevolazioni alle imprese attraverso i confidi, cioè i consorzi di garanzia fidi delle associazioni, nomina a questo proposito un rappresentante del consiglio Camerale in seno ad ognuno di essi – spiega infatti Lucchina – L’abitudine fino a poco tempo fa era di nominare come  rappresentante della Camera di commercio il consigliere dell’associazione a cui faceva riferimento. Quando è arrivato il turno di Creditcoop, il confidi di Confesercenti, il presidente Belloli ha proposto di nominare un funzionario della Camera di commercio: una scelta da noi vissuta positivamente perché, nominando una figura realmente terza, si dava compimento concreto alla linea espressa inizialmente dal Consiglio».

Tutto bene dunque? Mica tanto, perché, secondo le dichiarazioni di Lucchina:«Non più di un mese fa invece, abbiamo verificato che si è ritornati al metodo precedente. Ora bisogna decidere: o si usa il nuovo metodo per tutti o per nessuno. Quest’ultima scelta freno a percorso riformatore avviato dalla presidenza Belloli, che per altro si è astenuto dalla votazione in quell’occasione. Va tenuto conto che ci sono cooperative di credito non legate alle associazioni che stanno in seno al consiglio. Anche per loro noi esprimiamo la nostra posizione oggi: noi siamo profondamente convinti della necessità di un funzionario “terzo” della Camera di Commercio nei confidi, e pur facendo parte del consiglio non accetteremmo che fosse scelto uno di noi, pur essendo questo formalmente legittimo».

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Pubblicato il 25 Ottobre 2005
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