«Qualche beneficio ci sarà, ma servono altre strade»
Parla l'assessore alla viabilità Binelli: «La variante serve a gestire il nuovo flusso generato dall'allargamento del centro commerciale»
E’ stato pomposamente definito il primo lotto della tangenziale di Varese, con quella sopraelevata che fa tanto grande opera. I lavori procedono a gran ritmo e quei piloni eretti in fondo a viale Belforte sono per gli automobilisti un po’ come i totem per gli indiani: una speranza, una divinità cui rivolgersi per risolvere i problemi del traffico. Il nuovo assetto della viabilità nella zona dell’Iper, però, non sarà la panacea di tutti i mali. «I lavori finanziati dal centro commerciale sistemeranno il differenziale di traffico generato dalla nuova apertura, non risolveranno i problemi strutturali» spiega infatti Fabio Binelli, assessore alla viabilità del Comune di Varese.
Assessore Binelli, intende dire che dopo tutti questi mesi di lavoro si tornerà al punto di partenza?
«Iper ha proposto una variante che prevede un consistente aumento della superficie urbanistica, per far fronte ad un altrettanto consistente aumento della superficie di vendita. Si tratta di un adeguamento doveroso, tra l’altro nemmeno del tutto sufficiente, visto che lo stesso centro commerciale ha presentato un’ulteriore richiesta di variante».
Quindi nessuno snellimento del traffico in vista?
«Con la soluzione finale, una volta ultimata la strada sopraelevata, qualche beneficio per gli automobilisti ci sarà; diciamo che questa variante avrà un effetto positivo ma non risolutivo. Deve però essere chiaro che questo intervento serve ad alleggerire il traffico in una determinata zona, nel caso specifico sulla rotonda in fondo a viale Belforte, per risolvere i problemi strutturali ci vogliono nuove strade, ciò che al momento manca. Se non diamo alternative al traffico proveniente dalla Valle Olona e dalla Valceresio, o a quello diretto in Valganna, non alleggeriremo masi il carico di mezzi che transitano in quell’area».
Appunto, questo non dovrebbe essere il primo lotto della famosa tangenziale varesina?
«Stiamo lavorando in questo senso, ma non è facile trovare le risorse. Gli enti locali stanno supplendo alle carenze dello Stato, che non considera prioritaria quest’opera. La stessa Anas si sta rivelando un ostacolo. Finora – tra Regione, Provincia e Comuni di Varese e Induno Olona – abbiamo raccolto 28 milioni di euro, ma l’opera è prevista per 40».
E i famosi fondi per i Mondiali 2008?
«Nessun fondo, i Campionati mondiali di ciclismo possono essere un’occasione per togliere la competenza della tangenziale ad Anas ed affidarla Bertolaso, il commissario straordinario. Questa operazione consentirebbe di accelerare i tempi, ma è escluso che l’opera venga realizzata per il 2008».
La sistemazione del comparto dell’Iper rimane quindi una goccia nel deserto?
«E’ un primo passo, ma è chiaro che senza nuove strade il problema traffico non si risolve: le macchine faranno sempre e comunque quella strada. Oltre alla tangenziale, servirebbe il prolungamento della Lozza- Iper che porta al Gaggiolo, in modo da spostare il traffico diretto in Svizzera, costituito soprattutto da mezzi pesanti».
Vi è almeno la sicurezza che non ci saranno peggioramenti dal punto di vista viabilistico, soprattutto nel periodo natalizio, quando la nuova Iper allargata aprirà ed i lavori non saranno ancora terminati?
«Sono state apportate alcune modifiche alla rotonda per reggere l’impatto anche in assenza della sopraelevata, modifiche calibrate in base a calcoli imposti dalla Regione Lombardia e successivamente approvate anche dalla Polizia locale. Non mi preoccupa tanto il periodo natalizio, quanto il dopo. Sul tavolo del Comune di Malnate ci sono dei progetti per il recupero di alcuni ex edifici industriali, progetti commerciali o comunque attrattivi di traffico. Inoltre, non vorrei che i malnatesi, attirati dalla nuova viabilità, smettano di utilizzare la Malcollina per recarsi sulla Briantea, portando così nuove auto su viale Belforte».
Ma il nuovo comparto non ha una capacità residua del 21%?
«Un conto è calcolare la capacità di assorbimento di una rotonda secondo i modelli matematici, altra cosa è la pratica quotidiana. Se la rotonda reggerà un eventuale nuovo flusso di automobili lo vedremo solo alla prova dei fatti, e in questo caso la prova non è delle più facili».
Per ora ci troviamo dunque di fronte ad una tangenziale sulla carta, visto anche che la sopraelevata sarà una strada extraurbana con una sola corsia per senso di marcia?
«Siamo di fronte ad un’opera che ha l’obiettivo di alleggerire il traffico ad un incrocio. E’ una tangenziale nel senso che rimane all’esterno dell’attuale sistema di strade, ma certamente non è una superstrada. Per quella ci stiamo attrezzando come enti locali, ma non è facile in un contesto di continui tagli da parte dello Stato centrale che va avanti da almeno venti anni, sia che governi la destra sia che salga al potere la sinistra».
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