Appello agli studenti dal mondo del lavoro:« C’è bisogno di competenze»

Alle Ville Ponti mondo del lavoro e orientatori della scuola si sono incontrati per confrontarsi sulla questione della "Grande scelta"

Lo sviluppo di un territorio passa anche dalla preparazione della sua popolazione e le scelte formative dei ragazzi sono anche legate all’aspetto produttivo di un territorio.
Partendo da queste semplici constatazioni, la Camera di Commercio di Varese, su particolare istanza delle parti sindacali, ha chiamato a raccolta gli "orientatori" delle scuole medie e superiori in un convengno dal titolo "La grande scelta".
Per inquadrare la situazione sono stati presentati due filmati ( a disposizione delle scuole), uno indirizzato ai ragazzi di terza media, l’altro destinato ai maturandi, dove si ribadiscono due concetti fondamentali: innanzitutto la necessità di proseguire negli studi, di crearsi un bagaglio culturale consistente, e poi , con particolare riguardo alle ragazze, di non lasciarsi influenzare dagli stereotipi, per affrontare anche percorsi non tipicamente femminili.

A parlare ai cinquanta orientatori del territorio, sono stati invitati i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali di categoria. L’incontro è stato aperto dal Presidente della Camera di Commrcio Bruno Amoroso, dall’Assessore provinciale all’Istruzione Andrea Pellicini e al Dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Antonio Lupacchino. Tra gli interventi anche quelli della consigliera di Parità della Provincia di Varese Gabriella Sberviglieri, e di Gianna Moretto del Coordinamento Donne di Cgil, Cisl e Uil.

«È importante che i ragazzi compiano una valutazione a 360 gradi – raccomanda Carmela Tascone, segretario provinciale della Csil che rappresenta le Organizzazioni sindacali nella Giunta camerale – Non si può sminuire la formazione umanistica o quella scientifica. Tutte e due sono importanti. Solo elevando il livello culturale di un territorio si potranno fare salti di qualità. Nei servizi, per esempio, siamo ancora troppo deboli e vediamo emigrare i nostri giovani verso Milano».


Preoccupato di alcuni squilibri presenti nel sistema scolastico provinciale è anche il presidente Amoroso: « Il numero di diplomati nel settore tessile, per esempio, è allarmante. Abbiamo ancora ben 2200 aziende operanti mentre i futuri diplomati saranno meno di dieci. Per contro abbiamo troppi periti informatici. Dobbiamo arrivare a cogliere le tendenze e le prospettive, anche se non è facile».

Di mancanza di personale tecnico parla Alba Cisarani, responsabile della formazione nell‘Associazione Industriali: «C’è una disaffezione allarmante verso quelle scuole che assicurano le professionalità di cui il nostro territorio ha bisogno. Parlo di periti meccanici, disegnatori, manutentori. Molti ignorano l’alto livello di formazione che forniscono gli istituti tecnici. Si sottovaluta la scuola perchè si sottovalutano gli sbocchi professionali».

Chi, invece, non si preoccupa troppo della scelta dopo la terza media è Daniel Vivona, esponente dei giovani artigiani di CNA che fa il coibentatore: «Io ho studiato come geometra ma poi ho fatto una scelta che non c’entrava nulla. In quegli anni di preparazione, però, ho capito cosa avrei voluto fare e, anche grazie agli strumenti acquisiti, ho potuto realizzarmi. Fare ciò che si ama è la vera ragione del successo, personale e anche economico».
Umberto Rega, responsabile della formazione di Api Lombardia, non vuole limitare la questione all’ambito tecnico: «Io consiglio i ragazzi di non lasciarsi incantare dagli slogan delle singole scuole. Ognuno deve cercare in sè le proprie tendenze e inclinazioni. L’importante è avere competenze, preferibilmente se "a banda larga", cioè anche se non tutte immediatamente spendibili, ma necessarie per crescere professionalmente»

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 09 Novembre 2007
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