La domenica di tensione sui nostri campi di gioco

A Varese Luca Sogliano aggredito da un gruppetto di ultras. Tensione dopo l'intervallo di AJ-Cimberio, pochi problemi allo "Speroni"

La notizia della morte del giovane tifoso della Lazio Gabriele Sandri è giunta alle orecchie di tifosi e addetti ai lavori poco dopo mezzogiorno. Il primo campo da gioco a essere interessato è stato così il Forum di Assago, dove si stava già giocando Armani Jeans-Cimberio di basket. Da lì in poi la situazione ha preso pieghe diverse a seconda dei luoghi e dalle tifoserie; vediamo quanto è accaduto in occasione delle partite di Cimberio, Pro Patria e Varese. Proprio a Masnago l’episodio peggiore: prima della partita infatti il direttore generale Luca Sogliano è stato colpito da un gruppetto di tifosi che chiedeva di non disputare l’incontro tra i biancorossi e il Lumezzane.

QUI "FRANCO OSSOLA" – Partiamo proprio dallo stadio di Masnago dove prima del match alcuni ultras hanno chiesto di parlare con Luca Sogliano. Il dirigente biancorosso ha acconsentito e, alla richiesta di non giocare Varese-Lumezzane ha spiegato che certe decisioni devono essere prese da Federazione e Lega, non dai club e tanto meno dai tifosi. La discussione è poi degenerata e Sogliano è stato colpito da qualche pugno.
Per questo motivo nel dopogara i giocatori del Varese si sono subito diretti negli spogliatoi, senza salutare i tifosi organizzati, mentre mister Roberto Lorenzini ha dedicato il successo contro la capolista (1-0, rete di Sergi) al direttore generale, molto amareggiato (dicono fonti a lui vicine) dall’accaduto.
Nel corso del match non si registrano episodi di violenza, nonostante una lunga serie di cori avversi alle forze dell’ordine. Lo speaker dello stadio ha invitato gli ultras a smettere, tra gli applausi della tribuna. Nel dopogara – dopo che in tribuna è rimasto lo striscione "Sparare non è reato, ora fermiamo il campionato" – ancora attimi di tensione fuori dai cancelli di Masnago, ma la situazione non è fortunatamente degenerata.

QUI FORUM DI ASSAGO – A Milano la prima "mossa" dopo la notizia giunta da Arezzo è stata quella di ritirare tutti gli striscioni dei gruppi organizzati presenti al palasport. Nel corso del primo tempo, ad eccezione di qualche coro verso la Polizia, non è successo nulla di grave. Per completezza di informazione è giusto rimarcare che i cori sono arrivati da ambo le curve, non solo da quella varesina come pubblicato dal sito di Repubblica. Vero invece che lo spazio occupato dagli ultras milanesi si è poi completamente svuotato.
Dopo l’intervallo un gruppo di una quarantina di ultras appartenenti ad entrambe le tifoserie è sceso compatti nel parterre, chiedendo la sospensione della partita. Ci sono stati momenti tesi, ma anche in questo caso la situazione è stata ben gestita senza creare problemi reali di ordine pubblico.

QUI "SPERONI" – I tragici fatti di Arezzo hanno avuto la loro coda polemica anche a Busto Arsizio, sia pure in tono decisamente minore rispetto a quanto accaduto in altre realtà. Durante il match tra Pro Patria e Padova i supporter padovani venuti a sostenere la propria squadra sono entrati nel settore ospiti con alcuni minuti di ritardo. Secondo le notizie diffusesi in tribuna sembra infatti che non volessero assistere alla partita per segnalare la propria protesta dopo l’uccisione di Gabriele Sandri. Quando infine si sono accomodati, hanno a lungo accompagnato la partita con cori di contenuto inequivocabile, diretti contro le forze dell’ordine, di volta in volta carabinieri o celerini. Cori, i loro, che hanno fatto a gara con quelli dei tifosi bustocchi rivolti più tradizionalmente contro l’arbitro. Verso il quarto d’ora della ripresa però, mentre lo stadio ribolliva per il rigore negato alla Pro Patria, anche gli ultras biancoblu hanno arrotolato gli striscioni e abbandonato le gradinate in silenzio. Va ricordato che domenica scorsa alcuni di loro, insieme ai "colleghi" legnanesi, furono oggetto di repressione da parte delle forze dell’ordine poco prima del derby giocato a Legnano.

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Pubblicato il 12 Novembre 2007
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