Spari nella notte contro i carabinieri
Tre colpi di arma da fuoco contro la caserma. Il comando: é un'intimidazione, ma non abbiamo paura. Indagini in corso
Un’intimidazione pesante, tre colpi di pistola, contro l’arma dei carabinieri a Porto Ceresio. E’ accaduto ieri sera alle 21 e 30, da un parcheggio buio, a circa 50 metri dalla caserma. Qualcuno ha sparato tre proiettili con una pistola di piccolo calibro e in quel punto ci sono gli alloggi di servizio del maresciallo. I colpi si sono infranti nella facciata, uno ha divelto gli infissi di una finestra e rotto il vetro. Il maresciallo, in quel momento, stava rientrando ma non è stato colpito.
Gli spari, tuttavia, non era pensati per uccidere, ma di certo per creare paura. I sono stati sentiti per una zona vasta all’interno del paese, e in particolare dagli avventori di un ristorante che dista pochi metri dalla zona militare. Secondo gli stessi militari è ipotizzabile che gli autori del gesto siano poi fuggiti a piedi, approfittando dell’oscurità che protegge quella zona. Non si esclude nulla, i carabinieri e la procura del repubblica (Pm Tiziano Masini) stanno esaminando la dinamica e la direzione dei proiettili. In terra sono stati rintracciati alcuni frammenti. Secondo gli inquirenti è ipotizzabile che siano partiti da una rivoltella di piccolo calibro, 7 e 65 o 6 e 35. Attenzione, certo, ma dal comando provinciale dell’arma la risposta è di fermezza: «Continueremo a fare il nostro lavoro senza paura». Le indagini sono a trecentosessanta gradi. I carabinieri escludono che possa trattarsi di crimilità organizzata o terrorismo, puntano invece il mirino su possibili azioni di contrasto e repressione effettuate dai colleghi in un arco temporale di sei mesi, che possano aver messo in difficoltà qualcuno.
Si esclude anche che il bersaglio fosse la persona del maresciallo: secondo gli inquirenti, infatti, per colpire la caserma senza essere visti, c’è una sola possibilità, sparare da quel parcheggio verso il retro della caserma, dove vi sono gli alloggi di servizio. L’unica cosa certa è che si tratti di una intimidazione ai carabinieri.
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