Perse le dita sul lavoro: “Ragazzi vi spiego perchè la sicurezza è importante”
Duecento studenti delle medie coinvolti nella nona edizione del convegno organizzato da Inail, Anmil e Asl. A parlare ai giovani Andrea Ben Leva, autore del libro “Diario di un infortunio”
«Non si possono fermare gli incidenti sul lavoro con ispezioni e carabinieri. Ognuno deve diventare responsabile di sé» Alfonso Speranza, direttore Inail della provincia di Varese sa che il cammino della sicurezza passa dalla prevenzione e, soprattutto, dalla cultura.
Da dieci anni, Inail, Asl e Anmil cercano di sollecitare l’attenzione dei ragazzi, inconsapevoli e incoscienti, per accompagnarli nella ricerca di una sensibilità.
Al teatro Nuovo di Gallarate, questa mattina rappresentanti dell’Inail, dell’Asl e dell’associazione Nazionale Mutilati e Invalidi hanno incontrato circa duecento studenti di terza media provenienti da tutto il territorio. Ospite principale, Andrea Ben Leva, autore del libro “Diario di un infortunio”, un giovane trentenne a cui, dieci anni fa, un rullo tranciò alcune dita.
Lavoro, ma anche ambiente domestico, scuola e palestre nascondono insidie inaspettate che possono cambiare una vita: «Quando ti capita – afferma Speranza – devi essere pronto a costruirti una nuova esistenza, con hobby e interessi diversi, sufficienti a farti andare avanti».
Nel 2006 gli incidenti nelle scuole hanno provocato quasi novantamila infortuni in tutt’Italia, di cui 15.000 in Lombardia e 1280 nella nostra provincia.
La sensibilizzazione dei ragazzi è il principale investimento per la creazione di una società dove non si debba più morire per ignoranza o scarsa attenzione: «Avevo 21’anni quando ho perso le dita di entrambe le mani. Ho capito che dovevo fare qualcosa per evitare che altri facessero la mia stessa esperienza. Così ho deciso di spiegare cos’è la prevenzione, cos’è la sicurezza, cos’è la percezione dei rischi. Voi ragazzi, oggi, pensate che tutto ciò non vi potrà mai accadere, ma sbagliate se non comincerete a riflettere su questi temi e su quanto siano importanti nella vita».
Un’attenta platea ha seguito incuriosita la lezione di questo strano professore, con i guanti neri, che parlava di pericoli strani.
Ma drammaticamente reali.
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