Il futuro è un paradiso…anzi un inferno di “dubbi”
Il filosofo Emanuele Severino ospite alla Liuc per “Informazione, tecnologia e potere: sapere è sempre potere?”
Addio alle verità assolute,
il futuro è il paradiso della tecnica.
E se
la strada per arrivarci non è certo in discesa, c’è anche l’altra faccia
della medaglia e il paradiso potrà rivelarsi un inferno. È questa la
conclusione della riflessione di Emanuele
Severino (nella foto a destra con il rettore Andrea Taroni), Professore Emerito di Filosofia teoretica all’Università Cà
Foscari di Venezia e Accademico dei Lincei ospite dell’ Università Carlo Cattaneo. L’ateneo castellanzese ha infatti
inaugurato oggi, giovedì 8 maggio, un ciclo di incontri racchiusi in un più
ampio progetto culturale. Tema del primo incontro realizzato in collaborazione
con le facoltà di Economia, Ingegneria e Giurisprudenza “Informazione, tecnologia e potere: sapere è sempre potere?”. Ad
introdurre l’illustre ospite il rettore della Liuc Andrea Taroni, mentre altri docenti – Elisabetta Bertacchini, Valter Lazzari, Giacomo Bunanno, Mario
Zanchetti e Luciano Traquandi – hanno partecipato alla tavola rotonda
organizzata dopo l’intervento di Severino.
«L’università è il luogo in cui si coltiva
un popolo – esordisce il
filosofo -. Gli studenti fanno parte di una elite
ed è necessario che conoscano il significato
essenziale del mondo in cui vivono». Secondo Severino però la cultura oggi
dominante “arriccia il naso” di fronte all’idea di “significato fondamentale”
perché più concentrata sul sapere
specifico che su quello globale. «Oggi si crede che la serietà sia laddove
c’è la specializzazione: mentre in passato si credeva in un senso unitario, oggi tutto è frammentato. La scienza ha
ormai abbandonato l’idea che ci siano
verità assolute: stiamo andando verso un mondo che dice addio al passato». Insomma,
una contrapposizione fra passato e
presente che si nota anche in giurisprudenza dove le leggi positive hanno
preso il sopravvento su quella naturale e in economia, dove il capitalismo non
è più la legge naturale ed eterna. «Lo si vede anche in politica – continua -.
La conflittualità planetaria non è più fra est e ovest, fra comunismo e
capitalismo perché sono venute meno le forse ideologiche li sorreggevano. Oggi il conflitto è fra Nord e Sud, perché il primo ha posto il sapere
tecnico – scientifico al centro della società»:
Se quindi le verità assolute
vengono meno e con esse le forze occidentali -, ovvero la filosofia tradizionale,
io cristianesimo, l’Islam,
il capitalismo, il comunismo, la democrazia,
l’illuminismo e l’umanesimo – che cosa aspetta l’uomo in futuro? «Le verità assolute ponevano dei limiti
all’uomo – spiega Severino -. Ma se oggi la filosofia dice che queste verità
non ci sono più, l’uomo e la tecnica non
hanno più limiti. In un laboratorio di genetica, un ricercatore credente
non andrà oltre dei confini, uno laico
invece non avrà freni». Secondo Severino quindi non è «un’utopia pensare
che un giorno ci sarà un paradiso della tecnica. Dopo un periodo terrificante
che dobbiamo ancora superare, arriveremo allo stato paradisiaco in cui l’uomo avrà raggiunto il massimo benessere.
Ma non c’è potenza senza felicità e la religione, ad esempio, da un senso di
felicità perché toglie i dubbi riguardo la vita dopo la morte. Il paradiso sarà
sempre gravato dai dubbi perché l’assenza
di verità genera angoscia e quindi sarà un inferno. L’uomo avrà tutto, meno
la sicurezza e quindi la felicità».
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