Partorire guardando la Rocca con il rumore della cascatella in sottofondo

Nel reparto di ostetricia dell'Ondoli viene proposta alle partorienti un ambiente con luci soffuse, musica new age in sottofondo e possibilità di trovare la posizione più comoda

Luci soffuse, musica new age, posizione accovacciata. È così che partorisce la maggior parte delle donne che passa dal reparto di ostetricia dell’Ondoli di Angera diretto dal dottor Rosario Galati.
La sala parto, infatti, oltre alla tradizionale dotazione di lampade, lettino e lavandini, presenta anche materassini, sedie, un impianto di musica dove inserire il proprio cd per creare un’atmosfera rilassante e accogliente, che metta a proprio agio la donna. ( foto di repertorio)

Alcune donne, però, alle luci soffuse preferiscono, se è giorno, la maestosa visione della Rocca che si staglia contro il cielo blu e e lo sfondo delle montagne: « Noi siamo a disposizione della donna e rimaniamo, in modo discreto, ad assisterla fino al momento dell’esplusione – spiega l’ostetrica Fernanda – qui entrano in gioco anche il ginecologo e il pediatra per dare la massima garanzia di sicurezza».

Fino alle spinte, in sala travaglio e in sala parto la coppia vive in modo riservato e il più naturale possibile i momenti precedenti la nascita: « Ci sono donne che, quando vengono agli incontri preparatori, si immaginano una colonna sonora rock ma poi arrivano qui e cercano note rilassanti, calmanti, come l’acqua che scorre o melodie pacate. L’esigenza di tutte è trovare la pace per trovare le energie vitali».

Di solito, l’ambiente raccolto e rilassante viene vissuto con la massima naturalezza alle donne che spesso, arrivano in sala parto dopo aver già conosciuto e sperimentato il momento durante il corso pre natale. Qualche scettica, però, rimane, ancorata all’immagine tradizionale del lettino. Sono soprattutto le donne straniere per le quali, però, esiste il limite della lingua: non capendo l’ostetrica non comprende la proposta che le viene fatta.

All’Ondoli di Angera, lo scorso anno sono nati 570 bambini: « Il nostro punto nascita – spiega il primario Galati – attira sia il suo naturale bacino sia donne della sponda piemontese del Maggiore sia, anche gravide del gallaratese. Abbiamo, però, un limite che dovremmo presto superare: non possiamo offrire il travaglio in acqua ma, soprattutto, il parto in analgesia, metodica oggi prevista anche dalle direttive nazionali ma che comporterebbe, per noi, un potenziamento del personale, in particolare di un anestesista. Questa lacuna, però, entro fine anno sarà risolta, lo stesso direttore generale Armando Gozzini ci ha  dato assicurazioni in merito».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 13 Agosto 2009
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