Consiglio comunale senza Accam e senza Farioli: il PD se ne va e sbatte la porta
Il sindaco si affida a una lettera: "avevo già un altro impegno con Enel per stasera", ma Speroni ha insistito per tenere comunque la seduta. Il presidente dell'assemblea ha poi scatenato le ire dei democratici. PdL ricompattato dietro il primo cittadino e pronto a votare la convenzione
Al consiglio comunale "sterilizzato" delle questioni Accam e bilancio per volontà della Lega il sindaco Farioli non si presenta e il PD abbandona l’aula in polemica. In avvio di seduta, convocata quasi a viva forza dal presidente Speroni benchè il suo partito avesse chiesto il rinvio del consiglio comunale (piuttosto che dei singoli punti che riguardavano l’inceneritore), parla per il sindaco il suo vice, il leghista Giampiero Reguzzoni, leggendo un lungo documento che un PD dai nervi già a fior di pelle bollerà come "una memoria" (difensiva, s’intende ndr). Ma quello che offende tutta la minoranza è il passaggio in cui il sindaco spiega di essere assente avendo assunto un impegno per un incontro con Enel Sole per ottenere gratis la conversione a led dell’illuminazione di via Fratelli d’Italia (davanti al municipio)… convinto com’era che il consiglio non si sarebbe tenuto. Non aveva fatto i conti con Speroni, appena rientrato da una Bruxelles battuta dalle tormente dell’inverno europeo più freddo e nevoso da decenni. E Speroni, già innervosito con il suo stesso gruppo, farà definitivamente saltare i nervi al PD. La minoranza, tutta, aveva trovato un accordo per uscire con una mozione d’ordine condivisa, il presidente ha ricordato di avere facoltà di opporsi alla richiesta di alcuni minuti di sospensione per elaborarne il testo e così ha fatto, mettendo poi ai voti la cosa in aula con risultati scontati. Furibondo e indignato l’Aventino dei "pidini" con la portavoce D’Adda che alla stampa sibilava la seguente dichiarazione: "L’amministrazione è sotto ricatto di una minoranza della maggioranza che mira alle poltrone. A questo non-consiglio, a questa farsa che è la pagina più squallida della consigliatura non ci stiamo". Questa, almeno, è la parte riferibile. "Da oggi il PdL è in minoranza, comanda la Lega" rincarerà Fontana per Busto dei Quartieri, rimasto però al suo posto ai banchi.
Il sindaco nella sua comunicazione "da remoto" parlava di "situazione kafkiana venutasi a creare in questi giorni" intorno al rinvio della seduta di consiglio prevista nelle serate di giovedì e venerdì, e chiedeva scusa all’intera città per "l’indecoroso spettacolo" che, "credo in buona fede", in troppi "hanno offerto nelle ultime ore". La riunione di giunta straordinaria convocata stamane aveva deliberato sulla richiesta di rinvio della Lega per rinviare il consiglio, poi il sindaco ha appreso "come voi con una certa sorpresa, che la scelta effettuata è differente": Speroni si è impuntato, guai a chi gli toccava la convocazione del consiglio. Le altre dichiarazioni, pur rilevanti – sulle ultime evoluzioni della vicenda Corte dei Conti, sugli uffici che sacrificandosi anche negli weekend hanno ottenuto di ridurre il quantum dovuto a Stie per la vecchia grana dei quattrini che l’amministrazione Rosa avrebbe dovuto concedere ad Agesp Trasporti in aumenti di tariffe invece allora negati – passa tutto in secondo piano. Idem per i vari punti approvati in seguito, fra delibere su interventi urbanistici, mozioni e interrogazioni di vario segno.
E mentre il consiglio comunale passa via "liscio", con solo mezza opposizione (anzi meno) sui banchi, finendo molto prima del solito, il PdL sfodera un documento in cui ringrazia il sindaco e loda l’amministrazione per l’operato sull’argomento Accam. "La convenzione è doverosa, il revamping indispensabile" scrive il gruppo: e ogni ipotesi di non compattezza del Pdl sul tema è frutto di incomprensione o strumentalizzazione, si legge. "Possiamo accettare ogni critica, ma non quando è in ballo la salute dei cittadini". Pertanto, il Pdl, con le firme di tutti i suoi consiglieri, "condivide in pieno il lavoro e il documento predisposto dalla tua giunta" ed è disposto a votare, quando che sia, la nuova convenzione con Accam spa. Una serrata di ranghi in verità tardiva, ma, si rimarca, nell’interesse della città.
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