Quando il cancro arriva in gravidanza
Intervista a Francesca Rovera, direttrice del Centro di Ricerche in senologia dell'Insubria. Parlerà di cancro al seno alla Summer School promossa dall'ateneo
Colpisce una donna su tremila come un fulmine nel cielo più bello della vita, la gravidanza. «Quando si aspetta un bambino nessuno pensa al tumore al seno. È naturale in un momento così positivo eppure questa patologia può verificarsi trasformando l’attesa in un dramma». A parlarne è la dottoressa Francesca Rovera, direttrice del Centro di Ricerche in senologia dell’università dell’Insubria. La cura e la prevenzione del cancro in gravidanza sono uno dei temi che saranno approfonditi nel corso della Summer School promossa dall’Università dell’Insubria il 10 e l’11 giugno prossimi a Villa Porro Pirelli di Induno Olona. «Il 15 per cento dei tumori di questo tipo diagnosticati in donne al di sotto dei 35 anni si verifica durante la gravidanza – precisa la dottoressa Rovera -. Queste pazienti si trovano a dover affrontare un momento estremamente difficile e delicato e hanno bisogno della vicinanza di più specialisti: chirurgo senologo, oncologo, ginecologo, neonatologo e psicologo». Il team di esperti in un momento così difficile riveste un ruolo essenziale, non solo per quanto riguarda la cura ma anche per l’approccio e la comunicazione nei confronti della paziente.
Ogni medico che si relaziona con una donna colpita dal tumore diventa anche un po’ psicologo: «È quello che si definisce l’approccio multidisciplinare, il lavoro di squadra. Significa che più persone dovranno prendersi cura della donna con la consapevolezza che sta combattendo una dura malattia, aiutandola a portare avanti le cure e a salvaguardare il feto». Gli incontri della Summer School approfondiranno anche il tema della nuove cure vaccinali e dei progressi nelle terapie nei confronti di tutti i tipi di carcinoma, non solo durante i nove mesi. Queste ultime, insieme all’aumento della diagnosi precoce, rappresentano la strategia per reagire al cancro: «Le campagne di sensibilizzazione hanno fatto molto sul fronte della prevenzione. Alle donne viene consigliato uno screening oltre alla mammografia dopo i cinquant’anni. Anche l’ecografia e all’autopalpazione del seno sono prassi importanti per accorgersi del problema il più preso possibile».
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