Il sistema idrico passa alle province, addio ato
La maggioranza difende il provvedimento: «Un ottimo intervento che mette ordine nelle competenze». Alfieri (Pd): «Una legge avulsa dalla senza normativa nazionale»
L’acqua rimane sotto il controllo pubblico, le tariffe non aumentano, le Province assumono le competenze delle ex AATO (Autorità di Ambito Territoriale Ottimale) e i Comuni vanno ad acquisire un ruolo importante all’interno della Conferenza nella quale saranno inseriti e dove esprimeranno parere vincolante. Questi, in sintesi, i contenuti della legge di riforma del Servizio Idrico Integrato, approvata questo pomeriggio in Consiglio regionale, con 39 voti favorevoli espressi dai componenti dei gruppi PdL e Lega Nord.
"Un’ottima legge, che finalmente riorganizza il sistema idrico in Lombardia in maniera tale da garantire ai nostri cittadini non solo un servizio adeguato, ma anche il miglioramento della qualità delle acque dei fiumi e dei laghi". Così l’assessore regionale all’Ambiente, Energia e Reti Marcello Raimondi commenta l’approvazione, da parte del Consiglio regionale lombardo, del progetto di legge di riforma del servizio idrico. "Questo testo – aggiunge Raimondi – favorisce anche i nuovi investimenti necessari per adeguare il collettamento e la depurazione delle infrastrutture idriche".
Alessandro Alfieri, consigliere regionale del Pd, dopo la votazione di oggi, mercoledì 22 dicembre 2010, in Consiglio regionale ha commentato così l’approvazione della legge: “Il Governo nazionale dà una proroga che consente a tutte le Regioni di aspettare i pronunciamenti della Corte costituzionale, l’indizione del referendum e di fatto una condizione legislativa più chiara. Ma Regione Lombardia, incautamente, con 39 consiglieri su 80, quindi una minoranza, approva la legge sull’acqua” .L’opposizione ha fatto fino all’ultimo ostruzionismo e, al momento del voto, ha abbandonato l’Aula. Ma nonostante mancasse evidentemente il numero legale, la maggioranza Pdl-Lega ha deciso di continuare e di votare il progetto di legge. “Eppure è una legge sull’acqua che non aveva i termini dell’urgenza. Non c’era fretta per votare una norma che esautora i Comuni dalla gestione del servizio idrico, facendo una rivoluzione indipendentemente dal quadro normativo nazionale" ha detto ancora Alfieri.
Raimondi replica anche alle dichiarazioni delle opposizioni spiegando che "non è affatto vero che è una legge approvata con urgenza, dato che ha avuto ben sette mesi di gestazione". Il provvedimento, oltretutto, nasce da una richiesta precisa delle istituzioni locali, delle Autorità d’ambito e degli
operatori che, fin dall’inizio della legislatura, hanno sollecitato un provvedimento che, finalmente, portasse un po’ di ordine su un tema fino ad oggi piuttosto confuso. In merito alla data di approvazione del pdl, Raimondi spiega che "si è arrivati al 22 dicembre per colpa di un’opposizione che ha
continuato a prendere tempo
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