I soldi? Fanno la felicità
Una ricerca della Camera di Commercio di Monza e Brianza ha stabilito che solo con uno stipendio adeguato si riesce ad essere davvero ottimisti. Una banalità? Non proprio, guardate come cambiano i parametri da regione a regione
I soldi non fanno la felicità ma… In questo periodo di crisi, la percezione del proprio benessere è influenzato principalmente dal reddito: in Lombardia, per esempio, solo se le entrate al mese per famiglia sono comprese tra i 1.500 Euro e i 2.000 Euro si può pensare di essere ottimisti.
L’indice della felicità, stimato dall’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su redditi e spesa medi, varia da regione a regione: se in Lombardia occorrono, quindi, almeno 1.500 Euro per non essere infelici, come in Veneto e in Emilia Romagna, in Piemonte la soglia è di 1.400 Euro, servono 1.300 Euro per la Toscana ed il Lazio, 1.200 per la Liguria.
La soglia scende fino a 1.000 Euro per la Campania e bastano 900 Euro in Sicilia.
A Milano città, Bologna e Roma è infelice circa 1 famiglia su 4, rispettivamente il 23,8%, il 24,2% e il 25,2%. A Torino e a Verona la felicità “costa” davvero cara: è infelice il 27,2% e il 27,6% delle famiglie.
Complessivamente quasi 270mila famiglie, residenti nei Comuni capoluoghi lombardi, si fermano al di sotto della soglia della felicità, che vale almeno 1500 Euro netti al mese. Per 1 famiglia lombarda su 4 la qualità della vita non è soddisfacente. Il reddito “pesa” soprattutto sulla “gratificazione” in campo professionale: i lavori meno pagati sono anche meno gratificanti, registrando un gradimento di 6,1 contro il 7,3 dei più retribuiti. E 1 lombardo su 5 è insoddisfatto della propria situazione professionale.
L’indice di felicità è stato realizzato con metodo CATI su un campione rappresentativo di famiglie lombarde, tenendo conto di 4 indici sintetici relativi a giudizi ed aspettative sulla propria casa, la propria città, il proprio lavoro e la complessiva soddisfazione rispetto alla qualità della vita. Emerge da una stima dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza a partire dalla indagine “Famiglie e consumi. Monza e Brianza e Lombardia”, realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza, con il coordinamento scientifico di Ref-Ricerche per l’economia e la finanza e in collaborazione con DigiCamere, e su dati Istat e Ministero dell’Economia e delle Finanze.
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