Il poliedrico Omar Stellacci che diventa musicista

Venerdì 28 settembre, il saronnese (alias Marco Castelli) conosciuto per la sua partecipazione a tanti cortometraggi, si presenta nella veste di cantautore con il suo nuovo disco

Il poliedrico Omar Stellacci che diventa musicistaIn molti lo conoscono come Omar Stellacci, l’attore di tanti cortometraggi ironici che svelano un personaggio dalle mille sfumature, a volte istigatore, a volte buffo. Lui, baffi, giacca e camicia, in realtà si chiama Marco Castelli, vive a Saronno e domani sera, venerdì 28 settembre, sarà al locale 1e35 di Cantù per presentare il suo nuovo disco. Una nuova veste, quella del musicista, per chi l’ha visto in cortometraggi come “Se son rose” (di Riccardo Banfi, presentato al festival di Venezia) o in “Lasagna so good”. Eppure, la passione per la musica c’è sempre stata nella vita di Marco Castelli che ha già all’attivo diversi dischi, pubblicati e suonati con la storica band “The MamaBluegrass Band”. «Si chiama “Abaradam” questo nuovo disco e, come è successo nei precedenti, racconta storie. Alcune autobiografiche, altre inventate ma nate da un’immagine, da una sensazione. Tutti i testi infatti, nascono da quello che incontro e vivo ogni giorno. Scrivo quando ho dei picchi emozionali che vanno su o vanno giù e che mi spingono verso la musica. Diciamo che il pianoforte è il mio miglior psicologo».

Chi andrà al concerto quindi potrà gustarsi una serata fatta di “alti e bassi”. «Le canzoni intime e lente sono poche, le altre fanno “alzare il piedino”. Sul palcoscenico porto tutto me stesso, anche quello che in molti vedono nei cortometraggi ma la vera soddisfazione è suonare con la band di sempre. Il poliedrico Omar Stellacci che diventa musicista È dieci anni che, io e i ragazzi, condividiamo lo stesso palcoscenico e credo che questa sia una delle cose più belle». Ispirate a cantautori come Iannacci, Buscaglione e allo swing degli anni passati, le canzoni di Marco Castelli raccontano di epoche passate ma con un tocco di attualità. Il tutto «condito da un pizzico di follia». Sembra essere questo infatti, uno degli ingredienti che portano Castelli a fare l’attore come il musicista, «l’importante però è fare sempre quello che mi piace. Vivere di arte oggi è molto difficile, io faccio un lavoro “normale” e continuo a portare avanti le mie passioni. È una scelta personale, vedo tanti musicisti oggi che non ce la fanno a “campare” di arte e mi spiace. La vita dell’artista oggi non è quella che ti fanno vedere a X-Factor, quella fatta di un’immagine, alberghi e rock’n’roll, la vita dell’artista è quella di continuare a lavorare e portare avanti, anche a fatica, quello che fai». Una visione che racconta con l’energia di sempre e la voglia di fare. Impossibile non crederci per chi l’ha visto almeno una volta. Nonostante i palcoscenici dei grandi festival quindi, Marco Castelli presenta il suo nuovo prodotto artistico, «e spero che piaccia. Diciamo che se oggi mi offrissero una grande produzione la farei ma vorrei comunque continuare a fare musica o l’attore puntando su progetti che amo, senza avere il terrore di dover piacere a tutti i costi al pubblico».

Poliedrico, energico e simpatico. Caratteristiche che forse si spiegano dal racconto della sua infanzia: «Ho iniziato ad ascoltare musica grazie a mio papà, lui metteva sempre musica classica e musica in dialetto milanese. Poi ho iniziato ad ascoltare i Beatles, Paolo Conte e Iannacci. Metti insieme tutto questo e vedi quello che viene fuori». Quel mix che certamente troveremo anche in questo nuovo disco. Per averne un assaggio basta guardare il video di "Frisbee". 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 settembre 2012
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