Il pesto, le api e le candele

Cinque storie, cinque racconti, cinque terre. Con il regista Raganato siamo andati in uno dei posti più belli del mondo per raccogliere esperienze di cambiamento

Parco Nazionale delle Cinque Terre

“Non possiamo andare verso il futuro con le candele”. Luca Natale, responsabile della comunicazione del Parco delle cinque terre condensa così due giorni di lavoro che abbiamo vissuto in quella splendida terra.

Pochi chilometri di costa con i monti a picco sul mare. Un luogo unico al mondo tanto da meritarsi il riconoscimento dell’Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità. Oggi arrivano due milioni e mezzo di turisti di cui oltre un terzo dall’Asia. Zero disoccupazione, anzi, come nella Silicon valley qui si attrae persone che vogliano lavorare, un Pil superiore alla media e soprattutto una continua immersione nella bellezza.

Il successo delle Cinque terre oggi è innegabile al punto che si teme per la tenuta di tutto l’eco sistema. Non è stato sempre così. Il cambiamento è arrivato circa vent’anni fa e da allora niente è più lo stesso.

Ogni volta che ricorre la parola cambiamento sale la nostra curiosità per conoscere storie, capire quali sono gli ingredienti, ma anche quali i rischi. Con Francesco Raganato, il regista di DigitaLife, il docufilm a cui stiamo lavorando da mesi, abbiamo incontrato diverse persone. Vi riportiamo solo alcune pillole, ma ci aiutano a riflettere su tanti temi aperti.

L’Italia ha un patrimonio inestimabile e lo si scopre in ogni luogo.

LE API, INTERNET E LA SCELTA DI STARE A PUNTA MESCO

Il primo incontro è con Roberto Monetti, gestore di Case Lovara a Punta Mesco. Per arrivare lassù occorre camminare oltre un’ora e mezzo da Levanto, oppure salire nello stesso tempo da Monterosso.
“Lavoravo nell’informatica quando era bella. L’entusiasmo di programmare routine che stessero in 12 kb lo ricordo ancora, ma oggi mi dà più soddisfazione capire come si comportano le api o quando devo scegliere di usare la poca acqua che abbiamo quassù per bagnare le zucchine e i pomodori”.

I-PESTO. OVVERO UN CORSO DI PESTO PER GENTE DA OGNI PARTE DEL MONDO

Simone vive da sempre a Manarola e al termine dell’università si chiese cosa avrebbe voluto per il suo futuro. Lo incontriamo mentre tiene un corso su come si fa il pesto a una ventina di persone che arrivano da ogni parte del mondo. Da quattro anni ha preso in gestione un lembo di terra a picco sul suo paese e ha aperto un locale: Nessun dorma.

Il New York Times nel fare un lungo servizio per indicare le dieci cose più importanti da fare alle Cinque terre, ha collocato la sua attività al secondo posto, subito dopo i sentieri.

Simone ci crede allo sviluppo e alla possibilità di cambiamento. Oggi ha 14 collaboratori assunti che vivono grazie al lavoro di servizio ai clienti che arrivano sempre più numerosi.

LA TERRA, LA PESCA E IL TURISMO DEVONO ANDARE A BRACCETTO

Guido è nato alle Cinque terre. Fa l’agricoltore e il pescatore. Conosce bene la fatica che occorre fare per coltivare la terra. “Da vent’anni qui è cambiato tutto. Le Cinque terre grazie anche a internet sono diventate una meta per milioni di turisti. Il turismo però deve viaggiare insieme all’agricoltura altrimenti qui sarà un problema. Abbiamo una terra che vale oro ed era conosciuta già dai romani. Ora si pensa troppo al cassetto e meno a tenere bene la ricchezza che ci hanno lasciato i nostri avi”.

LA TECNOLOGIA, IL DIGITALE SONO IL TRAMPOLINO VERSO IL FUTURO

“Non possiamo pensare di andare verso il futuro con la candela in mano”. Luca Natale parla del territorio convinto che oggi si possa vivere una nuova forma di ambientalismo frutto di un grande cambiamento in cui ci sia un uomo che guarda alla tradizione e all’innovazione partendo dal fatto che agricoltura e turismo devono andare insieme.

IL DRONE E LA SCOPERTA DI SPAZI D’INCANTO

Daniele fa il ristoratore. La sua Marina è uno dei locali più frequentati di Manarola. Il legame con le Cinque terre per lui è vitale e si è arricchito grazie alla tecnologia e al digitale. Ha il brevetto come pilota di droni e questa è diventata una vera seconda attività. Maneggia il piccolo strumento e ci porta a vedere scenari che difficilmente potrebbero essere ripresi.

In poco tempo abbiamo visto le Cinque terre con occhi differenti rendendoci conto come siano cambiate profondamente le cose, ma anche quanto la tradizione sia il lievito per pensare al futuro senza troppe paure.

DIGITALIFE E’ UN PROGETTO ANCHE TUO

È una grande ambizione raccontare il cambiamento con un film. Lo è ancor di più pensare di farlo in modo collettivo, corale, partecipato. DigitaLife sarà infatti un collage di storie che ci racconterete e che ci potrete fare avere con brevi video. Il nostro lavoro è organizzare tutto questo, raccontarlo e poi costruire l’opera grazie alla regia di Francesco Raganato.

Il digitale ha cambiato le nostre vite in profondità. Coglietene attimi, momenti, esperienze. Pensate a ciò che vi piace, vi preoccupa, vi entusiasma, vi spaventa. Anche le piccole cose quotidiane e non per forza i grandi progetti. Ognuno di noi vive, vede, ascolta storie che hanno a che fare con il digitale.

Raccontatelo. È un’azione importante per tutti noi e ci aiuterà a conoscere di più e a riflettere su cosa è successo, succede e succederà.

INVIA IL TUO VIDEO

di marco@varesenews.it
Pubblicato il 09 luglio 2017
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