Da Varese a Roma le proposte per migliorare la giustizia

Il «tribunale non chiuderà», parola del senatore Andrea Ostellari, presidente della Commissione giustizia al Senato

Avarie

In aula su due fronti diversi, sono però sulla stessa barca nel mare in burrasca della giustizia, che non è un concetto astratto se si rompe il riscaldamento in Tribunale o quando processi durano una vita perché mancano magistrati.

Per questo le toghe varesine, – avvocati, giudici – si sono sedute di fronte a un tavolo nel pomeriggio di oggi, lunedì, per fare il punto su cosa succederà al Tribunale di Varese, città capoluogo, ma anche provincia in cui – fra le poche in Italia – convivono due tribunali.

C’è quello di Busto Arsizio, più grande per composizione e competenza territoriale, anch’esso non privo di problematiche (ci sono 20 giudici su un organico previsto di 28), e poi quello versino dove le cose non vanno per niente bene.

Lo ha specificato il presidente vicario Orazio Muscato alla presenza del presidente dell’Ordine egli avvocati di Varese Sergio Martelli, al presidente delle camere penali Patrizia Esposito e del collega, per il Civile, Sergio Terzaghi. Tutti – erano una cinquantina – hanno atteso il presidente della 2ª Commissione Giustizia del Senato della Repubblica Andrea Ostellari, avvocato padovano che conosce materia e problematica.

E la frase è arrivata: «Porterò le vostre istanze a Roma». Ma non è stato un pomeriggio di sole promesse, quello nell’aula bunker di Varese dove di solito si celebrano i processi in corte d’Assise.
C’è stata infatti anche una conferma, cioè il fatto che ad aprile l’organico dei magistrati varesini oggi al 50% (sono 10 soli su un totale previsto di 20 unità) potrà aumentare fino a raggiungere il numero di 17: ci sarà un bando ordinario del Csm di tre posti (2 in Civile, uno in Penale) oltre all’assegnazione di 4 magistrati di prima nomina.
 Già, la prima nomina.

Qui arriva la proposta del giudice Muscato – 32 anni di servizio – per limitare l’emorragia di magistrati che subiscono l’influenza di Milano, dove le “specializzazioni” fanno gola a molti giovani, sebbene un tribunale di provincia come quello di piazza Cacciatori delle Alpi sia una palestra ineguagliabile: «Il punto è che anni fa i magistrati di prima nomina dovevano rimanere circa 8 anni un un tribunale prima di poter chiedere il trasferimento (a Milano ndr). Oggi questi tempi si sono assottigliati (2 anni) e la partenza di molti colleghi in altre sedi costituisce un problema», ha spiegato Muscato.
Che fare allora?

Ecco la proposta: «Fornire incentivi economici concreti, 1.200, 1.400 euro al mese in più ai ciascun magistrato che decida di arrivare in una sede con una carenza d’organico che superi il 30%, e con una sorta di procedimento “automatico” – ha spiegato il giudice – . Già oggi questo è possibile, ma a patto che venga riconosciuto lo status di “sede disagiata”, che viene assegnato ai tribunali in cui vanno deserti almeno due bandi di assegnazione consecutivi. Ma in questo caso occorrono oltre due anni, e non possiamo aspettare. Insomma: dateci le risorse per far funzionare il tribunale». E qui sono arrivati gli applausi.

Una proposta che il presidente della Commissione Giustizia di Palazzo Madama ha ascoltato, per poi assicurare: «Mi farò consegnare gli appunti del Presidente, il suo intervento, e porterò tutto a Roma».

Un altro problema di cui si è parlato nell’incontro ha riguardato anche la carenza di personale amministrativo a cui è richiesto spesso di ingegnarsi per risolvere questioni che non competono questi lavoratori dello Stato, come la faccenda della manutenzioni dell’immobile, un tempo in capo al Comune, oggi passata al Provveditorato regionale: se si rompe un tubo dell’acqua, se c’è una manutenzione straordinaria sugli impianti (che risultano vetusti e necessari di sostituzione), le scene a cui si assiste hanno del grottesco, con avvocati che si improvvisano idraulici o muratori.

Le prossime tappe saranno quelle di coinvolgere e invitare a Varese componenti del Csm -l’organo di autogoverno della magistratura – , ma anche dell’Esecutivo: a fine gennaio è atteso in città il sottosegretario alla giustizia Jacopo Morrone.

In sala era presente anche il parlamentare della Lega (stesso partito del presidente della Commissione al Senato) Matteo Bianchi e il sindaco di Varese Davide Galimberti, che per l’occasione è intervenuto parlando della classifica della qualità della vita che premia Varese: «Cresce l’economia e la ricchezza, crescano ora anche i servizi essenziali ai cittadini e alle imprese, come la giustizia».

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 17 dicembre 2018
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