L’Anpi commemora le vittime della Grande Guerra

La sezione dell'Alto Milanese rievoca i giorni del primo conflitto mondiale ed elenca dispersi e vittime

prima guerra mondiale

Riceviamo e pubblichiamo:

Oggi a 101 anni dalla fine della Prima guerra mondiale, San Giorgio su Legnano commemora le vittime di quell’inutile strage, come la definì papa Benedetto XV nel 1917 riferendosi alla Grande Guerra.

I numeri furono questi: oltre 5 milioni di mobilitati, di cui oltre 4 milioni assegnati all’esercito, 680.000 caduti, 270.000 mutilati, un milione di feriti, 600.000 prigionieri, 64.000 dei quali morti per stenti in mano nemica. I morti totali in tutti i Paesi coinvolti nel conflitto furono quasi 10 milioni.

Nel distretto industriale dell’Alto Milanese (di cui San Giorgio faceva parte sia con fabbriche autonome sia con unità operanti nell’indotto di altri Comuni, nonché con la fornitura generale di manodopera) le attività di sostegno allo sforzo militare impegnarono molte aziende, prima fra tutte la Franco Tosi di Legnano, che attrezzò un vasto reparto alla produzione di affusti per l’artiglieria, e la Cantoni, che produsse la stoffa per il vestiario.

I cittadini sangiorgesi furono coinvolti dai provvedimenti su vari fronti: gli agricoltori dovettero rispettare i calmieri, gli obblighi di produzione e le modifiche colturali, usufruendo in parte di incentivi e di esoneri nei mesi di raccolto; gli operai delle industrie meccaniche ausiliarie furono invece assoggettati a una ferrea disciplina, con sospensione di tutte le conquiste sindacali, orari e cottimo in funzione dell’emergenza e regole di tipo militare, che prevedevano processi immediati e invio al fronte per i trasgressori maschi e licenziamenti in tronco per donne e ragazzi; molte donne già impiegate nelle tessiture vennero dirottate come operaie nell’industria pesante per sostituire il personale maschile inviato in trincea.

Durante il conflitto crebbe comunque la lotta operaia guidata dai sindacati per chiedere adeguamenti salariali in ragione dell’inflazione. Uno sciopero indetto nell’autunno del 1915 dalle Camere del Lavoro di Legnano, Busto Arsizio e Gallarate durò cinque giorni e vi presero parte circa 40.000 operai, contando anche quelli che si aggiunsero a Cerro Maggiore, Castellanza, Nerviano, Canegrate e San Giorgio su Legnano.

Il 2 maggio 1917 ci fu a San Giorgio su Legnano “uno sciopero delle donne causato dai disagi della guerra”, specialmente per la mancanza di alimentari di prima necessità; le operaie della tessitura Restelli “entrate al mattino, subito inchiodarono i telai ed al canto di inni sovversivi e anarchici, ne uscirono, portandosi a fermare le operaie della ditta Orsi e quelle della filanda Boselli.

Per due giorni fu una gazzarra infernale. Furono infranti i vetri del palazzo municipale, di vari esercenti e di qualche casa privata. Dovette intervenire la cavalleria. Fortunatamente non si ha a deplorare nessun incidente di sangue.” (fonte Chronicon).

I militari sangiorgesi caduti e Dispersi nella Grande Guerra furono 40, di cui 31 nati a San Giorgio su Legnano, il che fa supporre un numero molto più alto di feriti. Non certo pochi per una piccola comunità come San Giorgio su Legnano, che nel 1911 contava 2933 abitanti.

Fra loro si ricorda la medaglia d’argento avv. Carlo Floriani, socio dell’Unione Giovani Cattolici, che partì volontario, e morì il 15 settembre 1916 sul Carso a Oppacchiasella per le ferite riportate in un’azione eroica contro un bunker austriaco. Il tenente Floriani apparteneva al 56° Fanteria Marche.

CADUTI E DISPERSI SANGIORGESI

1 deceduto in combattimento, 5 dispersi; 17 per le ferite riportate: in totale 23 caduti in battaglia;

2 deceduti in prigionia, 1 in Francia e 1 su una nave austriaca affondata dagli italiani;

2 deceduti per infortunio di guerra,

13 deceduti per malattie da stretto contatto, umidità, sporco, scarsa alimentazione, scarsi

indumenti. Oltre a tubercolosi, polmonite, malattie da deperimento e gastrointestinali, nel 1918 si

affianca alla guerra “la spagnola”, influenza che uccide più persone della guerra, decimando

anziani e bambini.

AMENTI ANGELO fu Giovanni anni 37;

BELLOTTI ERNESTO fu Giovanni anni 23;

CANDIANI EMILIO fu Giovanni anni 27;

CASTELLI MAGNO fu Giuseppe anni 29;

CAVALERI CARLO fu Antonio anni 27;

CAVALERI GIULIO fu Giuseppe anni 20;

CAVALERI GIUSEPPE fu Ernesto anni 21;

COLOMBO ANTONIO fu Giuseppe anni 23;

COLOMBO CARLO fu Alfonso anni 18;

COLOMBO ENRICO fu Filippo anni 36;

COLOMBO LUIGI fu Filippo anni 24;

COLOMBO PAOLO fu Angelo anni 22;

CROCI EDUARDO fu Emilio ani 22;

FLORIANI CARLO fu Attilio anni 26;

LAZZATI GIOVANNI fu Giuseppe anni 30;

LAZZATI GIOVANNI fu Pasquale anni 24;

LENNA CARLO fu Angelo anni 21;

LENNA CARLO fu Domenico anni 38;

LENNA PASQUALE fu Carlo anni 40;

MARCIONI GIULIANO fu Gaudenzio anni 24;

MARINI MACARIO fu Antonio anni 37;

MASETTI AMBROGIO fu Giovanni anni 29;

MORONI BENIAMINO fu Giovanni anni 21 (il primo caduto sangiorgese);

NEBULONI NAZARO fu Pietro anni 26;

NIZZOLINI ANGELO fu Luigi anni 26;

PASTORI FELICE fu Ambrogio anni 24;

PASTORI GIOVANNI fu Luigi anni 25;

PASTORI LUIGI fu Emilio anni 25;

PRADA GIUSEPPE fu Giovanni anni 20;

PROVERBIO GIORGIO fu Carlo anni 37;

RABOLINI LUIGI fu Giuseppe anni 23;

ROLFI PIETRO fu Angelo anni 24;

ROSSI CESARE fu Carlo anni 21;

SOLBIATI LUIGI fu Giuseppe anni 23;

TOIA GIOVANNI fu Battista anni 24;

TOIA LUIGI fu Carlo anni 21;.

VETTORI GINO fu Cesare anni 22

VIGNATI CARLO d

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 novembre 2019
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