Il welfare che nasce dalle associazioni, se ne parla a Varese

La storia, il rapporto con il territorio e il futuro delle società operaie di mutuo soccorso al centro del convegno organizzato per sabato 16 novembre presso il Salone Estense

Generico 2018

In una realtà segnata dalle disuguaglianze e da istituzioni che faticano a garantire servizi di welfare efficaci, l’associazionismo ritorna a essere fondamentale per il benessere dei cittadini. Proprio la volontà di aiutare i membri della comunità in difficoltà è ciò che ha animato le prime società di mutuo soccorso nate in Liguria e in Piemonte già sotto il Regno di Sardegna. Realtà arrivate in Lombardia e a Varese solo dopo l’unificazione d’Italia nel 1861.

La storia, il rapporto con le comunità e il futuro di queste associazioni saranno al centro del convegno “Le società operaie di mutuo soccorso in provincia di Varese” in programma sabato 16 novembre alle 9 al Salone Estense di Varese.

Dopo l’introduzione a cura di Carlo Manzoni, presidente dell’Associazione mazziniana italiana, all’incontro interverranno i presidenti di alcune delle società di mutuo soccorso della provincia (Soms di Saronno, Viggiù, Varese e Comerio), ma anche Maurizio Ampollini, presidente della Fondazione comunitaria del Varesotto Renato Ruffini, docente di economia dell’Università degli studi di Milano. Il convegno sarà moderato da Michele Mancino, vicedirettore di VareseNews.

«Ogni società di mutuo soccorso – ha spiegato Piermaria Morresi, presidente della Soms di Varese – è sempre stata legata al proprio territorio. L’associazione rispondeva alle esigenze di una comunità specifica, che all’epoca erano soprattutto lotta alla povertà e assistenza sanitaria. Ormai ci occupiamo raramente di salute, già garantita dal Servizio sanitario nazionale, ma ci concentriamo su altri problemi come la nascita di nuova povertà, la solitudine e tutti i tipi di fragilità che interessano le nostre comunità».

Le società operaie di mutuo soccorso sono state tra le prime associazioni italiane a permettere ai membri stessi della comunità di diffondere migliori livelli di welfare tra la popolazione: un’attività prima riservata solamente all’iniziativa di ricchi proprietari terrieri o d’industria. I progetti delle società di mutuo soccorso comprendevano solitamente aiuti economici, agevolazioni per accedere all’assistenza sanitaria e a volte anche formazione. È il caso della “Scuola dei picasass”, istituita dagli scalpellini della Soms di Viggiù. Qui gli allievi apprendevano l’arte del lavoro della pietra, e il livello della formazione era tale da aprire allo studente la possibilità di entrare all’Accademia di Brera.

«Lo spirito delle società di mutuo soccorso – ha detto Carlo Manzoni –, anche se in forme diverse, continuerà ad esistere anche in futuro. È difficile che l’ombrello dello Stato sia in grado da solo di coprire tutte le necessità della società. L’organizzazione e l’associazione tra i cittadini sono quindi fondamentali per garantire livelli di welfare elevato».

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Pubblicato il 15 novembre 2019
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