“Canteremo in St Patrick con uno Stradivari del Settecento”

Il coro Ars Nova di Cerro Maggiore è tra le formazioni che si esibiranno nella prestigiosa cattedrale newyorkese. Tra i solisti l'angerese Laura Colombo: "L'emozione è alle stelle"

coro cerro maggiore ars nova Laura colombo

Uno Stradivari del 1730 suonerà nella prestigiosa cattedrale di St Patrick a New York, la chiesa più importante della città e tra i luoghi di riferimento per la religione cattolica negli Stati Uniti. L’evento è in programma nel pomeriggio del prossimo 28 febbraio. Ad accompagnare il violino, un gioiello dell’arte liutaria italiana, assicurato per dieci milioni di euro, i musicisti dell’Accademia concertante d’archi di Milano e quattro cori: Accademia, Vallongina, San Leonardo Murialdo e le formazione Ars Nova Choir di Cerro Maggiore.

A dirigere gli artisti sarà il maestro Mauro Ivano Benaglia, direttore d’orchestra e presidente dell’Accademia milanese mentre lo Stradivari sarà affidato al talento del giovane maestro Lorenzo Meraviglia. Il concerto in St Patrick sarà la prima tappa di una piccola tournée newyorkese: seguirà infatti, in serata, l’appuntamento alla Chiesa di Our Lady of Pompei. Il programma prevede la Messa in G dur di Schubert per soli, coro e orchestra, Ave verum corpus di Mozart e alcuni pezzi tratti dal Gloria di Vivaldi.

«L’emozione è alle stelle» racconta Laura Colombo, originaria di Cerro ma angerese d’adozione (vive e ha lavorato come chirurgo ad Angera per più di vent’anni) che sarà tra i cinque solisti scelti per l’occasione. «Siamo davvero grati e felici di avere avere questa opportunità che è anche l’occasione per festeggiare i primi quarant’anni del nostro coro. L’evento negli Stati Uniti sarà il primo di una serie di appuntamenti per questo anniversario».

Generico 2018

Le prove nella sede della formazione procedono a pieno ritmo: c’è chi come Laura Colombo arriva dal lago, chi dal Comasco e chi dal confine con la Svizzera. La passione per la musica non conosce distanze, nemmeno anagrafiche. Come nel caso del coro di Cerro, un gruppo affiatato di amici e non solo compagni di canto, che spazia dai venti agli ottant’anni compiuti.

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Le valige sono pronte, in partenza per New York, sono dunque più di cento persone, tra maestri, orchestrali, coristi e famigliari. Girare l’Europa e non solo, è una delle più appassionanti esperienze che si affianca alla possibilità di cantare in alcuni luoghi ricchi di storia, arte, fascino e cultura: «Non è la prima volta che ci esibiamo in chiese e palchi importanti – prosegue Colombo -. L’anno scorso siamo stati a Vienna, nella Peterskirche, ed è stato un altro straordinario appuntamento».

di mariacarla.cebrelli@varesenews.it
Pubblicato il 16 febbraio 2020
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