Un’arma in più contro Covid 19: il tessuto “antivirale” made in Varese

Lo ha messo a punto una storica azienda del territorio, la TMR Cederna Fodere di Verghera e deriva da una formula utilizzata nell'industria medicale. «Ha ottime potenzialità e sta suscitando l'interesse dei grandi gruppi della moda»

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Distanziamento sociale, mascherine, grande attenzione all’igiene delle mani: le precauzioni prese in questi mesi per evitare il diffondersi del Covid-19 potrebbero presto avere un “alleato” in più, studiato e prodotto in provincia di Varese. Si tratta di un tessuto speciale, con proprietà “antivirali” che è stato messo a punto da un’azienda storica del comparto tessile, la TMR Cederna Fodere che ha sede a Verghera di Samarate e che conta un portafoglio clienti ricco di grandi nomi del pret-a-porter e dell’alta moda: da Ralph Lauren a Hugo Boss, da Tommy Hilfiger a Calvin Klein, solo per fare alcuni esempi.

Il tessuto si rifà a una formula medicale chiamata ViroProtect +, che è stata riadattata e riprogettata per il settore dell’abbigliamento e che coniuga un trattamento antivirale (con una certificazione ISO) con una finitura antibatterica testata in laboratorio. Una unione che “disarma” virus e batteri che vengono a contatto con questo materiale. «Il 99% dei batteri e delle materie virali perdono efficacia entro pochi minuti dal contatto con la superficie del tessuto – spiega Edoardo Giardini, responsabile commerciale della TMR Cederna Fodere – Le applicazioni possono essere infinite: dal settore sanitario, ad esempio per i camici, alla sfera dell’abbigliamento d’uso comune. Senza dimenticare che questo trattamento ha persistenza sia ai cicli di lavaggio in acqua sia a secco perché è realizzato con un processo in assorbimento dove la fibra viene nobilitata in fase di finissaggio. Tutto ciò è certificato e al momento stiamo conducendo alcuni test per garantire i massimi risultati su tutte le forme di batteri virali incapsulati e non, inclusa l’efficacia alla versione felina del Coronavirus».

«La formula è disponibile come finitura aggiuntiva su tutta la nostra gamma di fibre cellulosiche e organiche – prosegue Giardini – che vanno da viscosa, cupro, acetato a cotone e seta. La formula ViroProtect + può essere applicata a capi di ogni tipo: dalle divise, alle uniformi fino alla moda, garantendo ai tessuti le stesse caratteristiche che i clienti cercano e trovano  nei nostri prodotti».

Quella effettuata da TMR è stata una vera conversione industriale realizzata nel corso della pandemia: «Nel momento del lockdown – spiega ancora Giardini – abbiamo avuto la classica possibilità di far diventare la crisi una opportunità, ripensando alla funzione del nostro settore Ricerca e Sviluppo e ragionando su quanto la filiera del tessile sarà tenuta a cambiare. In questo percorso, è arrivato l’input di un cliente tedesco con una richiesta specifica: un tessuto che fosse insieme antivirale e antibatterico. Abbiamo quindi avviato una ricerca e scoperto che tre aziende del biomedicale producevano ausiliari tessili specifici con questa tecnologia. E l’abbiamo immaginato ad ampio spettro progettando un finissaggio certificato a tutti gli effetti, riscontrando subito l’interesse dei grandi gruppi di moda. Immaginate in questo momento quale grande sfida possa essere produrre capi che isolano efficacemente chi li indossa dai contatti con l’ambiente esterno, tenendo lontano il virus. Prove scientifiche hanno confermato che auto-inoculazione è ancora una delle principali via di trasmissione responsabile per il virus, dimostrando anche che il materiale infettivo può sopravvivere ore sulle superfici tra cui l’abbigliamento che indossiamo. Immaginate, quindi la rivoluzione di un tessuto che possa fornire, tra le tante caratteristiche, anche una difesa in questo senso. Pensate anche solo di infilare le chiavi in una tasca realizzata con un tessuto che annienta il virus: le potenzialità sono enormi. Per non parlare di un’altra nuova sfida per tutta la filiera tessile: quella della contaminazione tra il settore moda e quello medicale. Anche in questo caso le possibilità che abbiamo di fronte sono innumerevoli».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 Giugno 2020
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