A Gorla Maggiore le associazioni mobilitate per i rifugiati d’Ucraina
Tra approfondimenti, racconti di rifugiati e raccolta fondi, domenica nove realtà del paese hanno proposto il tema ai gorlesi . Al centro anche il dibattito sulla possibilità di contribuire all'accoglienza
Cosa si può fare, oggi, per i rifugiati in fuga dalla guerra in Ucraina? E cosa dobbiamo aspettarci? Sono due domande a cui ha tentato di rispondere l’incontro – molto partecipato da varie generazioni – promosso dalle associazioni giovanili di Gorla Maggiore domenica 27 marzo. Sono state appunto le componenti associative ad attivarsi sul tema, tra informazione e solidarietà concreta.
Oltre a un’introduzione generale sulla situazione in Ucraina, cuore dell’incontro sono state le testimonianze di recupero e accoglienza dei rifugiati in provincia. Marco Puricelli e il sindaco di Cavaria con Premezzo Franco Zeni hanno raccontato l’operazione di recupero di una famiglia al confine di Siret, in Romania, mentre il giornalista di VareseNews Roberto Morandi ha illustrato (accompagnato dalle immagini del fotografo Edoardo Marangon) la doppia spedizione di Noi con Voi – associazione di base a Samarate – al confine polacco-ucraino, che ha consentito il recupero di oltre 180 mamme, bambini, ragazzini, anziani (75 nel primo viaggio, 111 nel secondo).
Oggi l’accoglienza è quasi integralmente sulle spalle dell’associazionismo e delle famiglie che stanno ospitando i rifugiati, a volte con un aiuto logistico da parte dei Comuni. Solo pochi giorni fa il governo ha varato un primo strumento per finanziare il sostegno ai profughi (a partire da alloggi e scuola).
La relazione di Giulia Martignoni – dall’amministrazione di Caronno Pertusella – ha consentito di avviare anche un breve dibattito sulle prospettive a medio-lungo termine e sul ruolo dei Comuni, anche con il coinvolgimento del sindaco Franco Zeni.
L’incontro ha visto anche l’intervento registrato di Andrey, un giovane russo che ha raccontato la percezione della guerra e delle sanzioni in Russia.
«Tutti noi siamo soliti prendere le informazioni sulla guerra dalla televisione o dal web, in cui spesso ci sono fake news o rappresentazioni poco veritiere di cosa avviene – hanno spiegato gli organizzatori – per questa ragione abbiamo voluto dar vita a questa giornata, per dare la parola a chi conosce i fatti in prima persona. Siamo felici della partecipazione dei nostri concittadini».
Al termine del pomeriggio (ospitato al ristorante Dina) le associazioni – Pro Giovani, Spazio Zero Gruppo Giovani, Calimali, la Vigna del Colle di san Vitale, Mago Camp e le contrade Longa, Nobili, San Carlo e Leoni – hanno promosso anche una raccolta fondi a sostegno dell’accoglienza dei rifugiati.
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