“Da Zanzibar io ho già votato anche per i Referendum”
Simone Riva Berni, ex gestore del ristorante sciovia in Forcora, dal 2022 a Zanzibar, ha già votato per il referendum dell’8 e 9 giugno come italiano residente all’estero. «Ora che sono lontano dall’Italia sento ancora di più l’importanza del voto»
Ha votato direttamente da casa, grazie ai moduli consegnati a lui e alla compagna Paola dall’ambasciata.
In Italia si voterà il prossimo 8 e 9 giugno, quando verrà chiesto agli italiani di decidere in merito ai cinque quesiti su lavoro, diritti e cittadinanza, ma a 10mila chilometri da qui c’è chi ha già espresso la propria opinione su questi temi.
Si tratta di Simone Riva Berni, che per anni è stato il gestore della sciovia in Forcora, sui monti dell’Alto Varesotto, dal 2022 vive a Zanzibar, dove si è trasferito con la compagna Paola.
Nonostante la distanza, sente sempre forte la connessione con l’Italia, mantenendo relazioni forti con la famiglia, gli amici e tante persone che grazie ai social seguono la sua nuova avventura con la gestione della struttura ricettiva Polly Lodge Bungalow.
È proprio attraverso i social che Riva Berni ha raccontato di aver già votato i quesiti del referendum, con un po’ di quell’orgoglio e nostalgia per il tricolore che è facile riconoscere negli italiani che vivono all’estero.
«Andare a votare è un diritto e un dovere per ciascuno di noi: finché avremo la possibilità di recarci alle urne significherà che siamo in democrazia e il nostro parere conta. Anni addietro sui referendum mi era capitato di pensare “Ma sì, non vado a votare”, ma adesso che sono distante dall’Italia sento ancor di più il desiderio di esprimere il mio pensiero, anche per sentirmi più vicino a casa».

«Resto felice dell’idea di trasferirmi dopo 33 anni di attività e lavoro in Forcora, dove ho iniziato nel 1989 con i miei genitori e dopo 12 anni ho continuato da solo. In quest’occasione, però, seppur da lontano ho voluto compiere quello che per me è un dovere, oltre che un diritto, e esprimere il mio voto».
A 10mila chilometri da casa, Simone e la compagna Paola hanno dovuto cercare le informazioni in rete sui cinque quesiti, riflettendo sulle motivazioni del comitato promotore e facendosi una propria idea su cosa votare: con due settimane di anticipo sul voto che chiamerà alle urne gli italiani, loro hanno già impugnato le matite e fatto una croce sul “si” o sul “no”
«Impeccabile il lavoro dell’ambasciata a a Dar es Salaam, che si è occupata di consegnarci le schede elettorali qui al Polly Lodge Bungalow. Ieri giorno di voto, oggi invece siamo operativi: stiamo verniciando delle assi di legno. Il lavoro ci impegna sempre, ma ieri abbiamo fatto una importante pausa per impugnare le matite e fare il nostro dovere di cittadini, seppur all’estero».
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