Infestanti del vigneto: come gestirle tra diserbo chimico e controllo meccanico

Le erbe spontanee competono con le piante per acqua, luce e nutrienti, ma allo stesso tempo possono svolgere un ruolo positivo per l’equilibrio del suolo e la biodiversità dell’agroecosistema

diserbo tra le viti

La gestione delle infestanti nel vigneto è una delle attività più delicate per chi coltiva la vite.

Le erbe spontanee competono con le piante per acqua, luce e nutrienti, ma allo stesso tempo possono svolgere un ruolo positivo per l’equilibrio del suolo e la biodiversità dell’agroecosistema.

Per questo motivo, negli ultimi anni si è diffuso un approccio più equilibrato al diserbo del vigneto, che combina tecniche agronomiche, lavorazioni meccaniche e interventi mirati. La scelta della strategia più adatta dipende da diversi fattori: conformazione del terreno, distanza tra i filari, obiettivi produttivi e orientamento verso pratiche più sostenibili.

Le principali infestanti del vigneto

Nel vigneto possono svilupparsi numerose specie infestanti, alcune annuali e altre perenni, con comportamenti e capacità competitive molto diverse.

Tra le più comuni si trovano:

  • Convolvolo (Convolvulus arvensis): infestante perenne con radici profonde, difficile da eliminare completamente
  • Gramigna (Cynodon dactylon): specie particolarmente invasiva che si diffonde rapidamente attraverso stoloni e rizomi
  • Amaranto (Amaranthus spp.): infestante annuale molto competitiva nelle fasi iniziali della stagione
  • Portulaca (Portulaca oleracea): specie estiva che cresce velocemente nei terreni lavorati
  • Malva (Malva sylvestris): infestante vigorosa che può creare forte competizione idrica

Una gestione efficace delle infestanti non punta necessariamente all’eliminazione totale della vegetazione spontanea, ma piuttosto al mantenimento di un equilibrio che non comprometta la produttività della vite.

Diserbo del vigneto: chimico o meccanico?

Tradizionalmente il diserbo del vigneto è stato gestito soprattutto attraverso prodotti chimici. Negli ultimi anni, però, l’attenzione crescente verso la sostenibilità ambientale e la tutela del suolo ha portato molti viticoltori a rivalutare le tecniche meccaniche.

Sia il trattamento chimico che quello meccanico presentano vantaggi e limiti, vediamoli insieme:

Diserbo chimico

Prevede l’utilizzo di erbicidi distribuiti tramite barre o irroratrici, spesso con applicazioni localizzate sottofila.

Tra i principali vantaggi:

  • rapidità di intervento
  • copertura uniforme della superficie
  • riduzione del numero di passaggi in campo

Tuttavia, questo sistema presenta anche alcune criticità:

  • possibile impatto sull’ambiente e sulla biodiversità
  • rischio di sviluppo di resistenze nelle infestanti
  • limitazioni normative sempre più stringenti

Per questo motivo molte aziende vitivinicole stanno progressivamente riducendo l’utilizzo di erbicidi, soprattutto nelle produzioni biologiche o orientate alla sostenibilità.

Controllo meccanico delle infestanti

Rappresenta oggi una delle soluzioni più diffuse per la gestione delle infestanti nel vigneto. Consente infatti di limitare l’uso di prodotti chimici e allo stesso tempo di mantenere il suolo più attivo dal punto di vista biologico.

Le principali attrezzature utilizzate sono:

  • Interceppi: progettati per lavorare il terreno sotto il filare evitando il contatto con le piante
  • Sarchiatrici: utilizzate per la lavorazione dell’interfila
  • Lame sottofila: che recidono le infestanti vicino al tronco della vite
  • Trinciatrici: impiegate per la gestione dell’inerbimento e dei residui vegetali
  • Pacciamatrici: utili per limitare la crescita delle infestanti creando una copertura del terreno

Queste tecnologie permettono di intervenire in modo preciso, favorendo una gestione più sostenibile del vigneto e migliorando allo stesso tempo la struttura del suolo.

Come scegliere la strategia più adatta

Non esiste un unico metodo valido per tutti i vigneti. La scelta della strategia di controllo delle infestanti dipende da diversi elementi.

Pendenza del terreno

Nei vigneti collinari o con forte pendenza è spesso preferibile ridurre le lavorazioni profonde per evitare fenomeni di erosione. In questi casi può risultare utile una gestione combinata tra inerbimento controllato e lavorazioni leggere sottofila.

Distanza tra i filari

La larghezza dei filari influenza la scelta delle attrezzature. Nei vigneti più stretti sono necessari macchinari compatti e particolarmente precisi, mentre negli impianti moderni con filari più larghi è possibile utilizzare attrezzature più strutturate.

Obiettivi agronomici e ambientali

Sempre più aziende vitivinicole scelgono strategie orientate alla biodiversità e alla salute del suolo. In questi casi il controllo meccanico delle infestanti diventa uno strumento centrale, perché consente di ridurre l’impatto ambientale mantenendo al tempo stesso una buona gestione agronomica.

Il ruolo delle attrezzature interceppo nella viticoltura sostenibile

Tra le soluzioni più efficaci ci sono gli interceppi. Queste attrezzature lavorano direttamente nella sottofila, eliminando le erbe infestanti senza danneggiare le piante.

Un esempio può essere l’interceppo per vigneto di Tecnoagri che, grazie a sistemi di sensori e meccanismi di rientro automatico, riesce ad adattarsi alla presenza dei ceppi di vite, garantendo precisione e sicurezza durante la lavorazione.

Verso una gestione più equilibrata del vigneto

La gestione delle infestanti nel vigneto non è più solo una questione di eliminazione delle erbe spontanee. Oggi si parla sempre più spesso di equilibrio dell’ecosistema agricolo, dove produttività, qualità delle uve e tutela dell’ambiente devono convivere.

In questo contesto, l’integrazione tra tecniche agronomiche, attrezzature meccaniche e interventi mirati rappresenta la strategia più efficace per garantire vigneti sani e sostenibili nel lungo periodo.

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Pubblicato il 21 Aprile 2026
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