Il Varese, il Messico e il 4-2-3-1: Ernestino Ramella è parte della storia del calcio
Per la decima puntata del podcast di VareseNews e Radio Materia sul calcio l'ex giocatore e allenatore che ha saputo entrare nel cuore anche di club avversari
Per una decina di anni “Figli di un gol minore” è stata una rubrica di VareseNews che ha raccontato le storie più belle e affascinanti del calcio dilettantistico (guarda qui). Ora è anche un podcast con le voci dei protagonisti oppure potete ascoltarlo ogni giorno alle 12 su www.radiomateria.it.
Dai grandi ex calciatori prestati alle categorie inferiori alle grandi-piccole imprese nate sui campi di provincia, fino ad avventure in giro per il mondo, anche a Vanuatu. Oggi, grazie alla nascita di Radio Materia – la webradio di VareseNews, questa rubrica si evolve e diventa podcast. Una serie di interviste con i protagonisti del calcio “pane e salame”. La nuova puntata puoi ascoltarla ogni mercoledì alle 12 su www.radiomateria.it e su tutte le piattaforme di streaming audio.
Il numero 10 nel calcio non è un numero normale, ecco perché è stato un piacere e un onore avere con noi per la decima puntata Ernestino Ramella. Uno che ha scritto pagine di storia del calcio. Nato a Zinasco, in provincia di Pavia, a Varese è arrivato da ragazzino, ha esordito in Serie A e segnato anche l’ultimo gol nell’ultima vittoria nella massima serie del club biancorosso, in un lontano 9 febbraio 1975, 4-0 alla Sampdoria. Nel Varesotto ha messo radici e costruito la sua famiglia, iniziando la lunga carriera da allenatore – che prosegue oggi con le giovanili del Luino – con diverse avventure anche in Messico. È stato il primo a portare al corso di allenatori di Coverciano una tesina sul modulo 4-2-3-1, diventandone così “padre”.
Tanti aneddoti del calcio degli anni passati, delle numerose avventure vissute sui campi di tutta Italia, dall’incrocio con Roberto Baggio agli insegnamenti a generazioni di campioni come Gianluca Zambrotta. Un personaggio che ha saputo essere amato anche da piazze avversarie, tanto è vero che nella sua vita ha vestito il biancorosso del Varese, il biancoblù della Pro Patria ma anche il Lilla del Legnano e l’azzurro del Como. Ha sempre trovato il modo di farsi amare e restare nel cuore dei tifosi. Sarà per il baffo – che poi ha perso con gli anni – o per una visione del calcio da persona vera e leale.
Anche questo, un esempio perfetto di cosa vuole dire essere “Figli di un gol minore”.
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