Besnate
La pace da costruire nei Balcani: a Besnate una serata con Filosofarti, tra memoria e attualità
A distanza di 35 anni dai primi scontri in Slovenia e a 30 dalla fine dell’assedio di Sarajevo, la frontiera Est dell’Europa si divide ancora tra tensioni e speranze. Come racconta la storia di un gruppo di donne
Sabato 7 marzo, alle ore 21, nella Sala Consiliare di Besnate, all’interno del programma di Filosofarti, si terrà l’incontro “I Balcani 30 anni dopo: un filo che non si interrompe”. Un momento di riflessione per rileggere la memoria del conflitto non solo come tragedia, ma come snodo vitale di solidarietà.
Interverranno Francesca Milano, vice direttore di Open, Marco Giovannelli, direttore Varesenews e il giornalista di Varesenews Roberto Morandi; modera Giuseppe Blumetti, assessore alla Cultura. L’iniziativa è a cura dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Besnate.
Il titolo scelto – ricollegato al tema 2026 di Filosofarti, “Nodo/Reti” – richiama un legame che non si è mai spezzato. In questi anni, infatti, il territorio varesino ha mantenuto un’attenzione di singoli gruppi e organizzazioni verso i Balcani, che negli ultimi anni ha trovato spazio anche su VareseNews e dello spazio culturale Materia, diventato punto di incontro e confronto su questi temi.
Uno sguardo sul dramma del conflitto di allora ma anche sulla sfida di costruire una pace duratura in un territorio ancora attraversato da tensioni e che rappresenta – ricordava Alexander Langer -uno dei territori dell’Europa, al di là della frontiera formale dell’Unione.
Una pace da costruire spesso “dal basso”, come nel caso delle donne della cooperativa Insieme di Bratunac, in Bosnia orientale: nel territorio del genocidio di Srebrenica, vedove serbe e vedove musulmane hanno trovato – passo passo – la forza per lavorare insieme, dando speranza a un territorio ancora segnato dalle ferite della guerra, dalle contrapposizioni, dalla retorica nazionalista.
Francesca Milano ha dedicato a questa storia il podcast “Cosa vuol dire Insieme”, prodotto da Chora Media. E la storia è stata anche protagonista del libro 2026 di Librosolidale 2026, dedicato alla Pace, che contiene anche gli straordinari scatti di Mario Boccia, che – passando dall’assedio di Sarajevo e dalle manifestazioni contro la guerra a Belgrado – da fotografo finì a seguire anche il «sogno matto» di due pacifisti innamorati dell’idea di convivere in pace.

Dopo diversi appuntamenti nel corso dell’estate – nel 3oesimo del genocidio di Srebrenica – lo spazio culturale Materia proporrà anche nelle prossime settimane altri appuntamenti dedicati alla realtà del Balcani oggi.

