Busto Arsizio
Il rifugio si farà, senza sapere chi lo gestirà
Definito l’accordo con RFI per la trasformazione di un ex ufficio ferroviario in una struttura di accoglienza per i senza dimora. Ma il piano per la sua gestione è ancora in alto mare
Definito l’accordo con RFI per la trasformazione di un ex ufficio ferroviario in una struttura di accoglienza per i senza dimora. Ma il piano per la sua gestione è ancora in alto mare
Nulla si è mosso negli scorsi mesi per il progetto che si trascina dal 2010. “Nelle prossime settimane daremo una risposta -spiega l’assessore Cislaghi- ma sarà difficile arrivare al rifugio così come lo si era pensato”
Il quadrifoglio organizza un appuntamento per trattare il tema dell’esclusione e inclusione sociale in tempo di crisi con 3 operatori molto attivi sull’argomento. L’incontro è per mercoledì 28 maggio
L’amministrazione è decisa a portare avanti il progetto e aprire il rifugio già per l’imminente stagione fredda. Ma i tempi stringono e tra locazione, costi di ristrutturazione e organizzazione della gestione i problemi si moltiplicano e i soldi mancano.
Avere il rifugio per senzatetto senza canoni d’affitto è possibile ma alle Ferrovie non è stato presentato alcun progetto in questa direzione. Una scelta che costerà ai contribuenti oltre 20.000 euro.
Sala d’aspetto chiusa a tempo indeterminato e biglietteria off limits di notte “al fine di limitare atti di degrado”. E anche se sul tavolo ci sarebbero ben 15.000 euro da usare per pulire gli spazi della stazione, il Comune non ha rispettato gli accordi.
La rete Vo.La.Re ha scritto una nuova lettera per chiedere al Comune di riprendere in mano la situazione. “Nessuno nega la vostra disponibilità, ma così si rischia di perdere grosse opportunità”, finanziamento dei Lions in primo luogo
Il presidente della Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora analizza il caso di Busto trovando diverse anomalie, dal contratto con le ferrovie fino allo stanziamento economico, e consiglia: “forse conviene rivedere l’intero progetto”

Spazi pubblici freschi e accessibili liberamente per proteggere i soggetti fragili e offrire servizi culturali
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