Milan, primo giorno a suon di contestazioni
Raduno per i giocatori rossoneri attesi da centinaia di tifosi all'esterno del centro sportivo. Urla e cori contro la dirigenza per una campagna acquisti giudicata insoddisfacente
Il Milan si è radunato a Milanello, a Carnago, in un contesto ricco di tensione. Centinaia di tifosi si sono radunati e hanno contestato la dirigenza rossonera, l’amministratore delegato Adriano
Galliani e il presidente Silvio Berlusconi. Al centro delle polemiche dei tifosi, manifestate con colorati e coloriti striscioni, la deficitaria campagna acquisti, segnata dalla cessione di Kakà, dal mancato arrivo dell’oggetto misterioso Cissokho e dalla possibile partenza di Pirlo, senza dimenticare l’addio al calcio del capitano Paolo Maldini. I giocatori sono arrivati alla spicciolata dalle 10 e 30 in avanti, accolti dalle urla e dai cori dei tifosi organizzati: in molti si erano dati appuntamento su Facebook, disposti a prendere un giorno di ferie pur di esserci e di dimostrare alla dirigenza milanista tutto il disappunto dei supporters. Gli ultras del gruppo "Curva Sud" si sono tenuti al di là delle transenne, a bordo strada, osservati con attenzione da un dispiegamento di forze dell’ordine imponente. Fumogeni e striscioni in quantità, “vergogna, vergogna” scandito con forza e frequenza poco oltre l’ingresso del centro sportivo di Milanello. I tifosi, intorno alle 14, in accordo con le forze dell’ordine, hanno oltrepassato le transenne e hanno partecipato alla giornata del raduno davanti alle inferriate del centro sportivo rossonero. Dalle 17 ancora cori in quantità, con abbondanza di pesanti attacchi alla dirigenza della società, ma nessun problema reale di ordine pubblico. Un esordio ad alta tensione, insomma, per il neo allenatore Leonardo, atteso ad un compito difficile: sostituire Ancelotti e convincere il tifo organizzato che la squadra è all’altezza del blasone e può tornare a vincere.
Galliani e il presidente Silvio Berlusconi. Al centro delle polemiche dei tifosi, manifestate con colorati e coloriti striscioni, la deficitaria campagna acquisti, segnata dalla cessione di Kakà, dal mancato arrivo dell’oggetto misterioso Cissokho e dalla possibile partenza di Pirlo, senza dimenticare l’addio al calcio del capitano Paolo Maldini. I giocatori sono arrivati alla spicciolata dalle 10 e 30 in avanti, accolti dalle urla e dai cori dei tifosi organizzati: in molti si erano dati appuntamento su Facebook, disposti a prendere un giorno di ferie pur di esserci e di dimostrare alla dirigenza milanista tutto il disappunto dei supporters. Gli ultras del gruppo "Curva Sud" si sono tenuti al di là delle transenne, a bordo strada, osservati con attenzione da un dispiegamento di forze dell’ordine imponente. Fumogeni e striscioni in quantità, “vergogna, vergogna” scandito con forza e frequenza poco oltre l’ingresso del centro sportivo di Milanello. I tifosi, intorno alle 14, in accordo con le forze dell’ordine, hanno oltrepassato le transenne e hanno partecipato alla giornata del raduno davanti alle inferriate del centro sportivo rossonero. Dalle 17 ancora cori in quantità, con abbondanza di pesanti attacchi alla dirigenza della società, ma nessun problema reale di ordine pubblico. Un esordio ad alta tensione, insomma, per il neo allenatore Leonardo, atteso ad un compito difficile: sostituire Ancelotti e convincere il tifo organizzato che la squadra è all’altezza del blasone e può tornare a vincere.TAG ARTICOLO
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