Caldiroli: «Sulla nuova stazione nessuno può dirsi vergine»
L'assessore all'urbanistica difende l'operato della giunta nella polemica scatenata dall'apertura del tunnel ferroviario attaccando l'opposizione e sui pendolari ammette: «Pendolari trattati sempre come carne da macello»
L’assessore Vittorio Caldiroli ne è consapevole: «Nessuno in questa storia può dirsi vergine dal centrosinistra al centrodestra. Se siamo in questa situazione non è di certo imputabile alla nostra amministrazione che ha fatto la sua parte fino in fondo continuando a mantenere gli occhi aperti sui lavori. Non mi si dica dall’opposizione che lo spostamento della stazione si è scoperto oggi. Noi abbiamo fatto il possibile mettendo a disposizione un collegamento continuo dal centro». Le polemiche scaturite dall’apertura del tunnel ferroviario di Castellanza e dallo spostamento conseguente della stazione non si placano tra i pendolari che oggi si sono ritrovati anche la neve a metterli di cattivo umore: «E’ evidente che i pendolari sono trattati come carne da macello ma non solo qui – racconta riesumando anche il suo passato da pendolare – ovunque. Quando ho dovuto farlo io in altre zone della regione non è stato molto diverso».
Consapevole di questo ribadisce che non si poteva fare altrimenti: «L’apertura del tunnel era inevitabile – spiega l’assessore all’urbanistica – non potevamo aspettare ancora sei mesi per aprirlo e chiudere quei passaggi a livello. Chiediamo anche agli automobilisti cosa ne pensano ora che non ci sono più le code in via Matteotti, via Nizzolina e viale Lombardia». Il vantaggio dell’eliminazione dei passaggi a livello era troppo evidente per rinviare ancora, soprattutto con un tunnel pronto sotto terra che sarebbe rimasto fermo per troppi mesi. La responsabilità dei ritardi nella conclusione dei lavori, invece, sono da suddividere tra l’impresa fallita, Ferrovienord e Regione Lombardia: «Cosa potevamo fare come amministrazione se non sollecitare una velocizzazione dei cantieri che, ma questo è un parere personale, non si concluderanno prima di 180 giorni, altro che 30 giugno».
L’assessore Caldiroli, inoltre, non spegne le speranze del treno-navetta tra vecchia e nuova stazione: «Il binario non è stato tolto – rassicura – noi spingeremo perchè venga realizzata anche la navetta che colleghi le due stazioni. Chi dice il contrario dice il falso». Sulla sicurezza della nuova stazione l’assessore ammette: «Quel catafalco (la temutissima passerella) è stato costruito il giovedì prima dell’inaugurazione – spiega Caldiroli – neanche noi eravamo stati informati e per disabili e donne con passeggino c’è effettivamente un problema da risolvere. Credo che sarà oggetto di discussione approfondita del prossimo collegio di vigilanza».
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