Soccorso alpino, nei casi di imprudenza si comparteciperà alle spese
Sono le novità contenute nella legge approvata a maggioranza dal Consiglio regionale. L’esborso potrà essere maggiorato in caso di comportamento imprudente
Potrà essere richiesta una compartecipazione alle spese per gli interventi del soccorso alpino e dell’elisoccorso in montagna, qualora l’escursionista non debba ricorrere alle cure del Pronto Soccorso e ad accertamenti diagnostici. L’esborso potrà essere maggiorato in caso di comportamento imprudente.
Queste le principali novità contenute nella legge, illustrata da Lara Magoni (Lista Maroni), primo firmatario Francesco Dotti (Fratelli d’Italia), approvata a maggioranza dal Consiglio regionale (38 sì, 27 contrari). A favore si sono espressi FI, NCD, Lega Nord, Lista Maroni, Fratelli d’Italia e la consigliera Baldini del Gruppo Misto – Fuxia People. Contrari PD, Patto Civico e M5S.
A rinforzare lo scopo della legge, che punta all’educazione e alla promozione del turismo responsabile, l’Assemblea regionale ha inoltre approvato a maggioranza (36 voti a favore, 28 contrari) un ordine del giorno (prima firmatario Stefano Bruno Galli – Lista Maroni) che invita la Giunta “a sensibilizzare i cittadini ad affrontare con la dovuta preparazione e con il necessario equipaggiamento le attività ricreative a più elevato rischio”.
Il provvedimento stabilisce anche che sarà compito della Sala operativa regionale di AREU 118 classificare gli interventi di soccorso, in coordinamento con l’èquipe di soccorso sanitario.
Inoltre, le tariffe della compartecipazione alle spese saranno stabilite dalla Giunta regionale entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, sentita AREU e la Commissione consiliare Sanità. In ogni caso il richiedente non potrà pagare più del 50% del costo effettivo del servizio mentre per i residenti in Lombardia è prevista una riduzione del 30% sul costo a carico.
Nel 2014 in Lombardia il Corpo nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ha effettuato 1155 interventi (erano stati 985 nel 2013), soccorrendo 1216 persone (1060 nel 2013). Dati aggiornati all’8 marzo 2015 riportano che il Soccorso Alpino e Speleologico (SAS) lombardo ha svolto 133 interventi, di cui 4 casi sono stati causati da “incapacità” con il coinvolgimento di 14 persone infortunate.
Già altre Regioni hanno provveduto a legiferare in materia. Nel Veneto già dal 2011 l’utilizzo dell’elicottero costa 25 euro al minuto se il ferito è grave (fino a un massimo di 500 euro), ma il costo può salire fino a 7.500 euro se il ferito è lieve. In Trentino Alto Adige chi chiama i soccorsi senza aver subito danni rilevanti paga un ticket di 750 euro. In Valle d’Aosta per richieste di soccorso immotivate o dovute a attrezzatura inadeguata il costo al minuto per l’utilizzo dell’elicottero è fissato in 137 euro.
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