Gigi Farioli: “Non perdiamo l’opportunità dell’Area Vasta”

L'ex sindaco in una lettera chiede che la città non perda l'occasione di far sentire la propria voce nel processo di riorganizzazione della Lombardia

Il Teatro Sociale dedicato a Delia Cajelli

E’ con una lettera nella sua nuova veste di consigliere comunale che Gigi Farioli ha scritto al sindaco Emanuele Antonelli e al Presidente del Consiglio Comunale Valerio Mariani per accendere i riflettori sulla rivoluzione delle aree vaste.

Farioli chiede che la città non perda l’opportunità di far sentire il suo peso e la sua voce nella partita. Ecco la lettera completa

Carissimo Sindaco,

Esimio Presidente del Consiglio,

È con spirito di leale collaborazione, oltre che di amicizia umana, che mi rivolgo a voi. E mi rivolgo a voi solo oggi, proprio nel rispetto assoluto che ho voluto, prima ancora che da Sindaco, da consigliere comunale ininterrotto dal 1985, nel rispetto di quelle che penso debbano essere regole, se non di legge, almeno regole scritte nel codice morale e deontologico del consigliere, rispettando, come citato in aula consiliare, l’estremo valore della democrazia, in tutte le sue accezioni, sia quella popolare diretta, sia quella popolare rappresentativa, sia quella di secondo livello. E oggi, nel momento in cui, oltre al sindaco eletto direttamente al primo turno, esiste ufficialmente insediato anche il Presidente del Consiglio, figura che viene dall’opposizione e quindi risponde al preciso mandato e alla precisa indicazione che io personalmente feci, pur essendo caduta nel vuoto, all’indomani dell’esito elettorale, ritengo che si debba porre alle spalle, almeno per il momento, ogni inutile disquisizione politicante, per tornare a quella politica che, anche nel valore semantico, è servizio della polis. E allora, per un curioso succedersi del destino, ancora una volta proprio alla fine del mese di luglio, e quindi nella canicola estiva, le città di Busto, di Gallarate, di Legnano e tutte le città della Lombardia e non solo, sono chiamate a scelte che possono essere determinanti per il proprio futuro. E quando parlo di futuro, non parlo delle amministrazioni piuttosto che degli amministratori, parlo come sempre delle cittadine e dei cittadini, delle famiglie e delle associazioni, delle imprese e dell’economia, in uno della possibilità di sviluppo e di crescita umana, sociale ed economica dei cittadini di questa polis. Ebbene, l’anno scorso, con un’iniziativa bipartisan, si seppe influire in maniera determinante sulle scelte del Consiglio regionale: fu allora che, con scelte che partirono dal sindaco di allora, ma furono fortemente condivise anche dalle forze di opposizione, riuscimmo a dare un indirizzo che ha permesso che oggi l’Azienda Ospedaliera sia unica tra Busto Arsizio e Gallarate, e quindi abbia in sé la forza di poter essere baricentrica per offrire un servizio sociosanitario ai cittadini di Busto, zona e non solo, che possa essere competitivo e all’altezza. Ebbene, come voi certamente sapete meglio di me, essendo l’uno Sindaco e l’altro impegnato su più fronti sia a livello provinciale che a livello cittadino, oltre che occupare un ruolo strategico all’interno del partito di maggioranza relativa oggi monocolore in provincia, siamo chiamati entro la fine del mese a dare indirizzi importanti alla Regione, sulle dimensioni, sulle ipotesi, sulle collocazioni dell’area vasta. Mi spiace che nell’incontro tenutosi al cosiddetto “Pirellino” sia mancata la voce di Busto, ma era comprensibile il rispetto democratico del Sindaco e dell’amministrazione appena insediatasi che si è dimostrato attraverso anche questo atto di deferente e discreto silenzio, ma oggi non è più possibile avere né un deferente né un discreto silenzio. Oggi esiste la necessità di dare un’indicazione consapevole. Ecco perché chiedo al presidente del Consiglio, e in primis al sindaco, di convocare, nelle forme e nei modi che riterranno più opportuni, incontri che consentano al sindaco, autorevolmente con l’autorevolezza che gli deriva sia dal mandato diretto popolare sia dalla condivisione delle forze politiche, e se possibile anche delle forze economiche e sociali, una posizione che serva a far sì che il futuro di Busto non venga inutilmente diluito in un “Cantone” che avrà anche un bel nome ma che porterebbe Busto Arsizio dimenticata nelle plaghe del Comasco, del Lecchese e della Brianza. È il momento di dare indicazioni serie. In un recente passato, in una delle pagine più belle della partecipazione democratica di Busto Arsizio, quando vigeva il famoso decreto Monti, la città di Busto seppe proporre consigli comunali aperti, approfondimenti e discussioni, e diede un’indicazione certa e seria. Oggi non c’è forse tempo, ma l’intelligenza, la sensibilità, la competenza del sindaco Emanuele Antonelli, e la credo altrettanta competenza, in questo caso accompagnata da esperienza, del Presidente del Consiglio, sapranno – anzi, saprete – trovare il modo di far sì che entro la fine di luglio non manchi la voce fondamentale di Busto Arsizio. Città che è inserita in un contesto che è quello dell’Altomilanese, e che solo qualche anno fa è stata definita da Regione Lombardia l’area baricentrica e determinante per lo sviluppo dell’intero Nord-Ovest. E questo sviluppo dell’intero Nord-Ovest, ricordiamocelo, è lo sviluppo del futuro dei nostri giovani, delle nostre imprese, dei nostri trasporti, della nostra salute e del nostro ambiente. E anche per questo, credo che sia importante che il futuro delle partecipazioni sovracomunali, e in primis Alfa e Accam, sia immediato oggetto di approfondimento, se non in consiglio se non sarà possibile, almeno attraverso le forme che la vostra intelligenza e creatività saprà non solo inventare ma condividere.

Con la stima di sempre,
Con il consiglio sincero,
Con la disponibilità completa,

Gigi Farioli

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 luglio 2016
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