Dna per le cacche di cane. Bortoluzzi: «Varese copi Malnate»
Il presidente dell’associazione “Amici della Terra”, invita l’amministrazione varesina a prendere esempio da quella malnatese
La notizia di qualche giorno fa sulla decisione del Comune di Malnate di organizzare un archivio del Dna per punire i padroni incivili che non raccolgono i bisogni dei propri cani sta raccogliendo consenso.
Il presidente dell’associazione “Amici della Terra” Arturo Bortoluzzi ha invitato l’amministrazione di Varese a copiare quella malnatese.
Bortoluzzi ha così inviato una lettera al Comune di Varese:
Egregi Signori,
in relazione alla lettera inviata oggi stesso a voi per conoscenza in cui riportavamo la iniziativa assolutamente imitabile portata in avanti dal Comune di Malnate (contrasto all’inciviltà e creazione di una banca dati efficiente), chiediamo possiate cortesemente organizzare una riunione con noi invitando anche il Sindaco di Malnate.
Esportando la buona pratica, si potrebbe fare un’iniziativa efficace ed efficiente.
Potrebbe convocare un solo incontro l’Assessore alla Tutela ambientale del Comune di Varese.
E una al comune di Malnate:
Egregi Signori,
sono molto contento della iniziativa da voi assunta di utilizzare il Dna per rinvenire il cane che sporca. L’avevamo proposta anni fa, ma non ci è stata data alcuna risposta.
Sembrava una proposta surreale la nostra. Invece c’è arrivato il Comune di Malnate. Bene! Bene soprattutto che si sia organizzato un ufficio animali in Comune che voglia censire tutti gli animali presenti nel suo territorio.
Riproporremo con forza questa proposta al Comune di Varese e in Provincia (che leggono per conoscenza) perché tutti i comuni possano sapere di una buona pratica da imitare. Si potrebbe portare in avanti una proposta internamente provinciale.
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Meglio di no. Sono misure unicamente fatte per apparire. Se uno esamina
come dovrebbe avvenire l’esame del dna canino e avesse un minimo di logica del pensiero, si accorgerebbe che la motivazione è quella e unicamente sopraindicata. Pubblicità e basta. Basterebbe visionare qualche videocamera
(non mi si parli di privacy in caso di infrazioni) qualche multa ben assestata, si diffonderebbe che ci sono multe……e quelle poche cacche sparirebbero.
Non si costringerebbero così le persone (dietro la sanzione) a far eseguire l’esame del dna.
Cordiali saluti