Neopatentati fanno la gara nel traffico, inseguimento e maxi multa

Con le nuove norme rischiano la reclusione da sei mesi a un anno e una multa da 5 a 20.000 euro. Folle velocità nel tratto dove l'anno scorso morì il giovane Lorenzo

Avarie

Mancanza di rispetto per i vivi e persino per chi non c’è più, col rischio di provocare incidenti in mezzo al traffico del venerdì. Ma la polizia locale del Medio Verbano li ha colti in flagrante, inseguiti e fermati dopo una folle corsa che costerà cara a due neo patentati.

Tutto ha inizio nel pomeriggio di ieri, venerdì 21 aprile quando una pattuglia della polizia locale del Medio Verbano sta eseguendo un controllo della velocità con autovelox lungo la sp 39, la strada che scende da Orino, passa per il centro di Cocquio Trevisago e sbuca sulla statale che porta a Gavirate.

Qui arrivano ad elevata velocità (il limite è di 50 chilometri orari) due utilitarie: una Fiat Panda e una Toyota Aygo guidate, si scoprirà, da due giovanissimi con la patente da appena sei mesi.

I vigili non credono ai loro occhi: i ragazzi stanno facendo una gara in pieno giorno su una strada provinciale, tra l’altro sfrecciando di fronte al punto dove lo scorso settembre perse la vita Lorenzo, il giovane investito mentre attraversava la strada e noncuranti che nel tratto sono presenti diversi i passaggi pedonali.

La pattuglia si lancia all’inseguimento dei ragazzi che non si fermano: all’incrocio successivo, sulla statale 394, le due auto imboccano la strada verso Gavirate e qui – sempre secondo la ricostruzione di vigili – ancora gareggiano con sorpassi azzardati e folli velocità; anche qui limite a 50 e incroci a raso: solo per miracolo non c’è scappato il morto.

La macchina di servizio della Locale continua l’inseguimento fino ai semafori di Gavirate dove le auto vengono fermate.

Ai conducenti, secondo le nuove regole del codice della strada, verrà sospesa la patente da uno a tre anni e rischiano la reclusione da sei mesi a un anno e la multa da 5.000 a 20.000 euro.

La polizia locale ha proceduto alla denuncia dei giovani, che dovranno ora comparire di fronte a un giudice e affrontare un processo penale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 aprile 2017
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