Accam, i comitati contro l’inceneritore chiedono alla Regione di valutare la bonifica
I comitati sperano ancora in una pressione da parte di Regione Lombardia per scongiurare un allungamento della vita dell'impianto
Mentre i comuni di Busto Arsizio, Legnano e Gallarate discutono su come allungare la vita all’inceneritore Accam, i comitati che ne propugnano la chiusura, sono stati ricevuti dall’assessore all’ambiente Raffaele Cattaneo per chiedere alla Regione di proseguire con il piano di decommissioning relativamente all’impianto di incenerimento di Borsano (qui il resoconto dell’incontro). Nel frattempo anche Accam ha fatto sapere di essere pronta ad incontrare l’assessore
Di seguito riportiamo il punto di vista dei comitati Ecologico inceneritore ambiente Borsano, Rifiuti zero Busto Arsizio, Ecoistituto del Ticino a seguito di quest’incontro.
Nell’ottica di continuare il dialogo con Regione Lombardia in merito alla gestione dei rifiuti nel nostro territorio abbiamo avuto oggi un incontro con l’assessore all’ambiente Raffaele Cattaneo e con la presenza di dirigenti e tecnici dei settori interessati. L’assessore ha mostrato interesse e conoscenza per le vicende che hanno visto l’inceneritore Accam come protagonista.
Abbiamo apprezzato che abbia confermato la volontà espressa già nel piano dei rifiuti di Regione Lombardia di proseguire in un’ottica di aumento della raccolta differenziata e di decommissioning pur nelle difficoltà imposte dalla normativa nazionale.
Non ci aspettavamo promesse finanziarie ma abbiamo apprezzato che abbia egli stesso citato l’ordine del giorno del 21/12/2016 concernente il patto per la Lombardia nel quale il consiglio invitava la giunta, tra le altre cose, a contribuire alle attività di caratterizzazione ed eventuale bonifica del sito Accam. E abbiamo convenuto che ad oggi il primo passo sarebbe quello di individuare con più precisione i costi di tale bonifica, anche al fine di avviare un approfondimento sui fondi disponibili.
L’assessore ha confermato che ad oggi non sussistono impedimenti per la Regione alla chiusura dell’inceneritore, dato il modesto apporto delle quantità trattate da Accam rispetto alle quantità regionali e visto il suo basso rendimento energetico. Ciò dovrà comunque essere supportato dalla volontà del territotio (e quindi dei soci) e da un piano di dismissione/riconversione adeguato.
Abbiamo evidenziato che oggi c’è un tavolo tecnico giunto alla fase finale che sta lavorando proprio su questi temi, che peraltro già un precedente tavolo tecnico aveva individuato delle strategie di decommissioning e che le azioni fatte negli ultimi due anni dalla società, su volontà dei soci, stanno andando in questo senso (a partire dalla rinegoziazione dei contratti in corso, alla svalutazione dell’impianto in previsione di una chiusura al 2021); ci siamo salutati con l’intenzione di reincontrarci a fronte degli esiti del tavolo tecnico.
E’ nostra opinione che Accam abbia oggi una possibilità che non si ripresenterà facilmente in futuro: chiudere un impianto che negli anni ha avuto varie vicissitudini ambientali ed economiche negative, che oggi appare molto rigido per un sistema in continua evoluzione come quello dei rifiuti e del riciclo, ed avviare una strategia con impianti di trattamento e selezione a freddo.
Il nostro appello ai sindaci è quindi quello di continuare a percorrere il sentiero già tracciato verso la dismissione e riconversione.
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