Prima guerra mondiale: grande vittoria o inutile strage?
Sabato 15 dicembre alle 21 al Castello dei Missionari il Centro di documentazione per la pace presenta due libri che parlano di chi disse no alla Prima guerra mondiale
Grande vittoria o inutile strage? Lo sguardo del movimento pacifista sulla Prima guerra mondiale, sabato 15 dicembre in un incontro organizzato da “Abbasso la guerra” il Centro di Documentazione sui movimenti per la Pace che ha sede al Castello dei Missionari Comboniani di Venegono Superiore.
L’appuntamento è proprio al Castello di via delle Missioni, alle 21.
In occasione di quella che per il movimento pacifista non fu una vittoria ma appunto una inutile strage, verranno presentati due volumi sulla resistenza alla Prima guerra mondiale.
La professoressa Bruna Bianchi dell’Università di Venezia presenterà il suo libro “L’avventura della pace. Pacifismo e Grande guerra”, mentre il professor Antonio Orecchia dell’Università dell’Insubria parlerà del libro “Abbasso la Guerra. Neutralisti in piazza alla vigilia della Prima guerra mondiale in Italia” di Fulvio Cammarano.
Sarà possibile acquistare i libri grazie alla collaborazione della Libreria Ferrario di Tradate.
«A un secolo dalla tragedia del primo conflitto mondiale – dice il presidente di “Abbasso la guerra”, Elio Pagani – governi, forze armate, istituzioni accademiche e scolastiche si sono distinte soprattutto in Italia nella promozione di tripudi e commemorazioni, quasi una sagra della retorica dei “valori” di Patria, famiglia, coraggio, sacrificio, eroismo. Nessun riconoscimento ufficiale del fatto che la Prima guerra mondiale è stata una carneficina come mai si era vista nella storia dell’umanità. “Un’inutile strage” la definì Papa Benedetto XV, con milioni di morti e feriti, l’olocausto di generazioni di giovanissimi; la diffusione planetaria di carestie, fame ed epidemie; le deportazioni di massa e i genocidi di popolazioni di civili; la proliferazione di ingiustizie sociali ed economiche e la negazione dei diritti e delle libertà che condizioneranno gli anni a seguire della “non pace”, generando ovunque immani dittature, fascismi e nazismi sino alla catastrofe, figlia e sorella, della Seconda Guerra Mondiale».
«Nessun riconoscimento a chi quella guerra la respinse, anche a costo della vita, col rifiuto di andare a combattere o con la renitenza alla leva, a chi cercò di resistervi con le iniziative più disparate, cattolici, socialisti, anarchici, femministe, uomini e donne comuni, operai e contadini, alcuni intellettuali. Per questo, tra i diversi libri che ricostruiscono il No alla Grande guerra e alla “grande menzogna”, abbiamo scelto di presentare questi due, che restituiscono una parte della verità storica volutamente nascosta».
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