Bambini non abusate di internet, nemmeno se costretti a casa

I consigli della psicoterapeuta sui tanti stimoli per bambini che arrivano dalla rete: bisogna scegliere, per evitare un abuso di schermi o di sovraccaricare i piccoli

bambini digitale

Come il sale, internet è un ingrediente da dosare con cura, perché crea dipendenza, non lascia spazio all’iniziativa personale e non contribuisce a stare nella relazione tra noi e il bambino e non aiuta lo sviluppo cognitivo in età evolutiva. Anzi, può essere dannoso”. A scriverlo è la psicoterapeuta (e mamma) Maria Letizia Ceccuzzi in un lungo post pubblicato sulla pagina Facebook dello Studio Vita Vera di Azzate  e dedicato ai genitori con i bimbi a casa da oltre un mese ormai, tra opportunità e grandi fatiche per le mamma e i papà.

Il riferimento è alle “varie bellissime iniziative di questo incredibile momento”, scrive la professionista con riferimento ai tanti video di fiabe, lavoretti, musei, “eventi” online e tutorial di ogni tipo che girano tra genitori in queste lunghe settimane sospese. Talicontributi “sono una fonte assolutamente geniale, preziosa nonché segno della voglia di aiutarsi anche da lontano ma, come il sale, internet è un ingrediente da dosare con cura”, ricorda la psicoterapeuta. In linea con quanto stabilito dal mondo scientifico, dall‘Organizzazione mondiale della sanità ai pediatri italiani e pure gli psicologi: tutti concordano sulla necessità di limitare l’accesso al digitale da parte dei bambini (nessuno schermo prima dei due anni, e massimo un’ora al giorno per i più grandicelli comunque in età prescolare).

Altro principio che dovrebbe rimanere saldo anche ai tempi del coronavirus è quello di non sovraccaricare i bambini con mille proposte. “Altrimenti replicheremmo il modello in cui sono abituati a vivere: scuola-sport-compiti-coro-arrampicata-musica-ancoracompiti – scrive la Ceccuzzi – lasciamo spazio a momenti vuoti, di noia, di silenzio, di riposo e proviamo a girare per la casa per trovare qualcosa da fare che parta da noi, dalla nostra risorsa interiore. Lasciamoci guidare anche dai bambini, potremmo scoprire qualcosa di interessante anche su di loro: cosa veramente gli piace o gli interessa”.

Un esercizio non facile: fermarsi e osservare. Cosa che mamme e papà (e non solo loro), sempre immersi nel turbine dei mille impegni quotidiani, non sono (siamo) abituati a fare. La psicoterapeuta cita allora un esempio personale di mamma: “Oggi  con Anna  ho provato a fare un lavoretto e per ¾ l’ho finito io e lei mi ha buttato tutto il materiale per la cucina: forse ho sbagliato proposta?! Ci sta anche questo mamme e papà, domani cercheremo qualcosa più a misura di duenne (capriole a rompicollo fino a diventare verdi potrebbe essere un’idea che Anna apprezzerebbe!)”.

Tra i tanti stimoli che arrivano dagli asili o dalla rete è possibile “adattarsi alle richieste dei bambini, oppure negoziare (decidere insieme) delle proposte che siano nelle corde di entrambi, piuttosto che trovarsi a giocare con noia e frustrazione che arrivano al nostro bambino”. Quindi: “Non fatevi il segno della croce e pensate che, come abbiamo letto e riletto sui social in questi giorni, ora il tempo non ci manca, lo possiamo far fruttare rispettando le nostre inclinazioni pur andando incontro ai desideri dei bambini”.

In apertura Foto di Thomas Quinn da Pixabay .

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Pubblicato il 23 marzo 2020
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