Bticino, si va avanti fino a dicembre senza cassa integrazione

Il coordinamento sindacale ha affrontato i temi cruciali di questo periodo dagli effetti della pandemia sui volumi produttivi al premio di risultato. Previsioni incerte per il 2021

Nel cuore della BTicino (inserita in galleria)

Alla Bticino si continuerà a lavorare regolarmente in tutti gli stabilimenti fino alla fine dell’anno senza ricorrere alla cassa integrazione. La comunicazione è stata fatta dalla direzione aziendale al coordinamento sindacale  nazionale.
Per quanto riguarda i volumi di attività, l’azienda ha prospettato un 2021 molto incerto. Previsione che verrà verificata nel prossimo coordinamento previsto a inizio gennaio, in cui verrà fatta l’analisi dei carichi di lavoro.

Al Cae (Comitato aziendale europeo) del gruppo Legrand, l’azienda ha comunicato la decisione di chiudere il reparto produttivo (interruttori differenziali per il settore industriale) dello stabilimento di Soest (Germania) in cui operano complessivamente poco più di 50 persone. A questo si aggiungono le notizie di licenziamenti effettuati dal gruppo Legrand in molti paesi del mondo: Usa, Russia, India, Brasile, Regno Unito, Spagna, Turchia e Francia (in totale circa 1700 persone).

«Questo non significa che lo stesso debba accadere domani in Italia – fa sapere il coordinamento sindacale – ma conferma quanto la ripresa dei livelli di attività sia lenta e complessa e quanto diciamo da mesi: la pandemia ha e avrà effetti pesanti sulla tenuta economica e sociale e le imprese si muoveranno complessivamente per ridurre i costi: occorrerà stare attenti alla evoluzione dello scenario globale per difendere occupazione e diritti dei lavoratori in una fase difficile».

Secondo il coordinamento sindacale, questo «conferma il grande valore del risultato raggiunto da Cgil, Cisl e Uil che – unico sindacato al mondo quello italiano – hanno ottenuto i protocolli di sicurezza per tutelare la salute nei luoghi di lavoro e il blocco dei licenziamenti fino alla fine del 2020 (blocco che chiediamo al governo di estendere ulteriormente nel 2021 e per cui siamo pronti a mobilitarci in caso di risposte negative). Siamo convinti che in una situazione così difficile la tutela della occupazione sia fondamentale per garantire tenuta al quadro economico complessivo. La realtà BTicino appare comunque solida e posizionata in tanti ambiti di prodotto e mercato diversi».

Il coordinamento ha affrontato anche  il tema del premio di risultato (Pdr), verificandone l’andamento. «Vi sono risultati generalmente molto positivi sui parametri dei costi di struttura, della qualità (tranne Teramo) e della efficienza (tranne Alessandria). Meno positivo l’andamento del parametro sui piani produttivi (“livello di servizio”) che risentono dei ritardi dovuti al lockdown. Complessivamente si tratta di risultati che rendono possibile un buon livello di raggiungimento degli obiettivi e di pagamento del Pdr, confermando il valore dell’accordo portato a casa a luglio con cui si è deciso di sospendere il parametro di redditività che non sarebbe stato raggiunto, con grave ammanco economico ai lavoratori. Nelle prossime settimane andranno effettuate a livello di sito le verifiche sull’andamento dei singoli indicatori per valutare l’andamento dei piani di riallineamento produttivo rispetto agli obiettivi (l’azienda ha affermato la necessità di recuperare dello scaduto) e, nei casi di Teramo e Alessandria, per approfondire – e possibilmente superare – le difficoltà sui singoli indicatori cosi come previsto con l’accordo del febbraio 2019 sulla gestione degli indicatori di sito».

Infine, il coordinamento ha posto alcune questioni alla direzione aziendale. Innanzitutto la necessità di tutelare al meglio i lavoratori fragili dopo che è cessata la norma di legge che neutralizzava dal periodo di comporto (periodo di tempo massimo concesso al dipendente in malattia per non essere licenziato) i periodi di malattia necessari a proteggerne la salute in questa fase di pandemia. Inoltre la definizione dell’uso dello smart working in questa fase emergenziale, facendo una sintesi organica dei criteri da utilizzare per individuare i lavoratori da remotizzare in via prioritaria (alcuni già fissati con l’azienda nell’aprile scorso, altri contenuti nelle norme di legge), oltre a delineare ambiti di confronto nei siti sulla valutazione delle aree/attività remotizzabili.

Su questi temi la direzione aziendale ha dichiarato la disponibilità al confronto per trovare soluzioni condivise che potrà proseguire a breve con approfondimenti specifici. Alla richiesta del sindacato di escludere dal moltiplicatore del Pdr assenze per Covid, l’impresa ha risposto «di esser disponibile a parlarne a gennaio 2021 dopo aver raccolto i dati relativi al 2020, anche considerando che il Pdr andrà in pagamento a maggio 2021 e quindi vi è il tempo per trovare soluzioni utili».  (Fonte Coordinamento Sindacale Nazionale Bticino)

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 Ottobre 2020
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