“Canestri di storia” su Instagram: Pesaro – Varese

La potenza del "bufalo", Sauro Bufalini, la sfida Gracis-Johnson nella finale del '90, una schiacciata acrobatica del doppio ex Paolo Conti nella nostra rubrica settimanale di storia del basket

Canestri di storia basket

La mente corre immediatamente a quelle due serie maledette, una semifinale (1988) macchiata da uno scandaloso errore arbitrale, l’altra – finalissima 1990 – segnata da un infortunio gravissimo: episodi che in entrambi i casi affondarono Varese e non permisero a una delle squadre più belle e divertenti di iscrivere il proprio nome in un albo d’oro.

Ma le sfide tra la “nostra” Pallacanestro e la Victoria Libertas Pesaro hanno una storia che va al di là di quei match infuocati e decisivi disputati tra Masnago e il vecchio “Hangar” della città marchigiana: una storia iniziata ben prima e ancora attuale visto che domenica 8 novembre 2020 le due società si incontreranno per la 136a volta con un bilancio favorevole alla attuale Openjobmetis: 81-54.

Come ogni settimana quindi, VareseNews anticipa – in collaborazione con Pallacanestro Varese – la partita di campionato con tre immagini pubblicate sul nostro profilo Instagram ufficiale (lo trovate QUI) “riassunte” nel collage che vedete in cima a questo articolo. E che vi spieghiamo qui.

Si comincia con una foto davvero lontanissima nel tempo che arriva dagli archivi del club biancorosso e risale alla stagione 1967-68, in piena era Ignis: quella squadra visse un torneo interlocutorio (quinto posto) ma iniziò a gettare le basi per lo straordinario scudetto dell’anno seguente che – di fatto – diede via al ciclo d’oro anche in Europa. L’uomo con la palla è Sauro Bufalini, pivot pisano che nel ’64 contribuì al secondo scudetto gialloblu: qui è impegnato ad attaccare la difesa della allora Butangas che era allenata da un varesino, Mario Alesini il quale da giocatore passò dalla nostra città alla Virtus Bologna non senza polemiche.

La foto a colori, l’unica, è invece riferita alla già citata finale scudetto del 1990 ed è scattata al palasport pesarese di via dei Partigiani, un fortino caldissimo dove era estremamente difficile giocare da avversario. Inquadrato con la palla è Andrea Gracis, una delle colonne italiane di quella Scavolini divenuta campione d’Italia in quattro partite, con l’unica vittoria della Ranger macchiata dal gravissimo infortunio al ginocchio di Meo Sacchetti. Gracis, trevigiano d’origine e playmaker con ottima attitudine difensiva, qui spinge la transizione e “punta” il difensore che è Frank Johnson, soprannominato “la rana”, arrivato a Varese per sostituire lo stupefacente Wes Matthews. Johnson vanta una solidissima carriera NBA: disputò anche la finale con i Phoenix Suns di Charles Barkley e divenne quindi anche allenatore della franchigia dell’Arizona. Pochi giorni fa suo fratello Eddie – altro ottimo giocatore NBA – è deceduto in carcere al termine di una vita burrascosa dentro e fuori dal parquet.

In questa stagione Pesaro-Varese vedrà impegnati con la maglia della Carpegna anche due recenti ex varesini, Tyler Cain e Matteo Tambone: nella foto invece c’è il giocatore il cui passaggio da Varese nelle Marche destò un certo scalpore. Si tratta di Paolo Conti, fratello dell’attuale gm varesino Andrea e giocatore lanciato nel grande basket proprio dalla Ranger: le strade si separarono nell’estate del ’95 quando Conti era una delle punte della nazionale (la foto si riferisce all’ultimo torneo giocato con Varese) e venne acquistato – c’era ancora il cosiddetto “cartellino” – da una Scavolini ricca e ambiziosa. Oggi 51enne, l’ala forte nata a Rho giocò quattro stagioni in riva all’Adriatico e tornò a Varese per tre anni tra il 2001 e il 2004.

CANESTRI DI STORIA – La rubrica in collaborazione con Pallacanestro Varese

Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 06 Novembre 2020
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