Il Tar non sospende il progetto in piazza stazione (e dà un po’ ragione al Comune)

Si tratta del ricorso degli aderenti al Comitato che contesta i tagli in piazza Giovanni XXIII. Il tribunale si esprimerà nel merito a luglio, ma anticipa alcuni elementi. Polemico il sindaco: "Adesso paghino loro il danno alla città"

Piazza stazione Gallarate

Il Tar della Lombardia rigetta la sospensiva dopo il ricorso presentato sul progetto di rinnovo di piazza Giovanni XXIII: la vicenda andrà all’esame del tribunale amministrativo il prossimo 15 luglio.

Un passaggio intermedio, che però non è solo formale, visto che l’ordinanza – nel respingere la sospensiva – indica già alcuni punti di merito della questione. Infatti il dispositivo dice che “l’operato comunale pare immune dalle censure dedotte”, cioè non avrebbe operato in maniera illegittima. Dà insomma già un (bel) po’ ragione al Comune, anticipando il giudizio di merito previsto in estate.
Perché? Il Tar cita innanzitutto gli elementi nella relazione di progetto del verde e richiama il taglio previsto solo di 8 di 31 alberi: in questo senso “la valutazione discrezionale operata dal Comune, quindi, non pare irragionevole né viziata da travisamento”. È dunque richiamato un aspetto di legittima scelta politica sull’area.

Ma ovviamente il Tar – seppur solo nell’esame di sospensiva – esamina anche gli aspetti procedurali: il ricorso del Comitato infatti richiamava da un lato le scelte sulla piazza, dall’altro il percorso per arrivare al cantiere. E anche su questo punto il TAR anticipa elementi che sembrano dare ragione a Palazzo Borghi: “Il Comune, peraltro, si è uniformato alle indicazioni della Commissione paesaggio e ha ottenuto la necessaria autorizzazione paesaggistica, a sua volta in linea con le prescrizioni vincolati della Soprintendenza”. E per il resto “non emergono […] violazioni delle disposizioni legislative e regolamentari evocate dai ricorrenti”.

Anche se già molti elementi sono anticipati, come detto l’esame di merito, in udienza pubblica, è fissato per il 15 di luglio. Allo stato attuale è stata decisa anche la compensazione delle spese della fase cautelare tra le due parti, vale a dire da un lato gli aderenti al Comitato e dall’altro il Comune.

Il sindaco Cassani contro il Comitato: “Paghino loro le spese”

Comprensibile, pur in attesa del pronunciamento di metodo, la soddisfazione dell’amministrazione, che vede confermata la legittimità della scelta politica di mettere mano alla piazza e anche la correttezza dell’iter.
Polemico il sindaco Cassani sui costi sostenuti, che come detto il tribunale ha compensato tra le due parti: «Mi spiace solo che il tribunale abbia compensato le spese legali: queste persone stanno creando dei danni al Comune di Gallarate, dovrebbero farsi carico delle spese sostenute. Pensano di poter far politica solo grazie ai tribunali: adesso tirino fuori per pagare le spese al Comune per la loro campagna elettorale, fatta con cause e ricorsi. Evito di menzionarli per non fare pubblicità elettorale a queste persone: i gallaratesi dovranno sapere che fanno dei danni e non del bene alla città».
Il passaggio alla giustizia amministrativa è comunque legittimo e si dovrà attendere luglio per la parola definitiva, anche se il pronunciamento sulla sospensiva consente al Comune di procedere con il cantiere.

I lavori in piazza stazione di Gallarate: cosa è previsto

Il progetto dell’intervento sulla piazza nel giro di un anno è passato da diverse revisioni. Allo stato attuale prevede la creazione di un passaggio nella zona centrale della piazza e una serie di abbattimenti di alberi concentrati sul lato verso i portici. Viene rifatta anche l’illuminazione.

progetto piazza stazione Giovanni XXIII Gallarate
Gli abbattimenti previsti, indicati sulla carta dell’attuale forma della piazza

Ovviamente diversi sono gli accenti usati da favorevoli e contrari, in particolare sugli alberi.L’amministrazione sostiene che sarà motore di rinnovo dello spazio, darà più ordine e produrrà meno degrado; sottolinea poi che gli interventi sulle alberature sono “a saldo zero” (qui l’articolo completo), vale a dire si piantano tanti alberi quanti vengono tagliati. Il Comitato Salviamo gli Alberi contesta invece che gli alberi saranno inevitabilmente più piccoli e il progetto produrrà una pagina «meno naturale» (qui l’articolo completo). L’opposizione in consiglio invece ha contestato la validità del progetto per l’obbiettivo che si pone, dicendo che il rinnovo degli spazi non produrrà di per sé meno degrado e più sicurezza.

Il comitato

Di fronte ad un indubbio passaggio negativo, il Comitato guarda al senso generale della mobilitazione: «Nonostante questa notizia dal TAR, siamo riusciti in questi mesi a fare cambiare idea all’amministrazione comunale, salvando più piante rispetto al progetto iniziale. E siamo anche riusciti a sollevare nella cittadinanza la consapevolezza che va considerata la tutela del verde in città»

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 04 Febbraio 2021
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