Premio Chiara Giovani 2025, il primo posto a Claudio Giulio Facchetti con Nusquam
Alle Ville Ponti premiati anche Aurora Romano (Regio Insubrica), Nicola Buttarelli (Un racconto per un viaggio), Rodolfo Nicodemi (Chiara Inediti) ed Edoardo Zanzi (menzione speciale)
Un luogo può essere ricordo, radice, sogno o futuro. È partendo da questa traccia che i ragazzi del Premio Chiara Giovani 2025 hanno dato voce alle loro storie, portando sul palco della finale la freschezza e la profondità di oltre duecento racconti. A emergere tra i 25 testi selezionati e pubblicati è stato Claudio Giulio Facchetti di Luino con Nusquam. Il titolo latino – “in nessun luogo” – riflette sul rapporto tra tecnologia e mondo fisico, immaginando la rete come un “non luogo” e indagando i legami tra innovazione e realtà.
Alle sue spalle si sono classificati Nicola Buttarelli di Bergamo (secondo, con Il forchettone biellese), Gianpaolo Carbone di Scalenghe, Torino (terzo, con Dolce Bellum in Expertise), Nosrat Zakaria di Pordenone (quarta, con La curva della stazione) e Aurora Romano di Samarate (quinta, con Case mie).
Aurora Romano si è aggiudicata anche il Premio Regio Insubrica, sostenuto dalla Comunità di Lavoro che unisce Canton Ticino, Lombardia e Piemonte, per un racconto capace di restituire con forza il tema dell’identità e dello sradicamento tra radici calabresi e territorio varesino. Nicola Buttarelli ha invece vinto il premio Un racconto per un viaggio, confermandosi uno dei protagonisti di questa edizione.
Il Premio Chiara Inediti è stato invece assegnato a Rodolfo Nicodemi con L’estate di San Martino (Macchione editore), una raccolta di racconti che restituisce la poesia dell’ordinarietà con improvvisi colpi di scena. La menzione speciale è andata a Edoardo Zanzi con Musica per nottambuli, premiata per l’autenticità con cui racconta la vita dei giovani: l’opera uscirà a breve per Effetto Edizioni.
Accanto ai premi principali, sul palco è salito anche il segnalato Giorgio Genetelli con il volume Ingombranti (Temposospeso), introdotto da Romano Oldini. Lo scrittore ticinese, già finalista in passato, ha ribadito la sua idea di letteratura: non ancorata al bozzettismo o alla cronaca locale, ma popolata da personaggi capaci di “sbriciolare il tempo e il luogo” e, più che fissare il passato, di “rifare il mondo”, proiettandosi verso il futuro.
Premio Chiara 2025, vince Andrej Longo con “Undici. Non dimenticare”
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