Su Rmf e Radio Materia uno speciale su Valerio Crugnola

Nella puntata del 4 dicembre di Pastiglie di Umanità, condotta da Angela Lischetti, verrà ricordato uno degli intellettuali più profondi, generosi e raffinati che Varese abbia avuto

valerio crugnola

Nella puntata del 4 dicembre di Pastiglie di Umanità, condotta da Angela Lischetti su RMF e in contemporanea su Radio Materia, andrà in onda alle ore 11 – successivamente in podcast – uno speciale dedicato alla figura di Valerio Crugnola, uno degli intellettuali più profondi, generosi e raffinati che Varese abbia avuto. Non un ricordo celebrativo, ma un racconto intimo e corale di un uomo che non ha mai smesso di creare legami.

Chi ha conosciuto Valerio Crugnola sa che il suo dono più raro era la capacità di far nascere comunità, comunità umane: persone di età, provenienze, professioni diverse che si ritrovavano unite intorno a un’idea, a una passione, a un gesto civico. Valerio sapeva radunare le persone – di qualsiasi età, provenienza, professione – attorno a un’idea comune. La sua forza non era solo quella di creare ponti comunicativi, ma di costruirli, custodirli, ripararli. La sua cultura era vastissima e sconfinata, ma ancora più vasta era la sua sensibilità umana, a volte nascosta dietro l’instancabile energia del fare e del coinvolgere. Quando non era d’accordo con qualcuno – cosa che capitava spesso, perché il suo pensiero era esigente – c’erano sempre amicizia, rispetto, dialogo.

Amante delle immagini, della fotografia e dell’estetismo come forma di verità, ha saputo regalare alla sua città una capacità rara: quella di vedere oltre, di immaginare una Varese che non fosse una “piccola città di provincia”, ma un laboratorio di idee, di bellezza, di relazioni. Varese era la sua città, nel bene e nel limite.

La sua vita è stata ricchissima. Non era un semplice appassionato: era esperto. Di calcio, di ippica, di ciclismo; di musica classica e barocca, che sapeva ascoltare nota per nota come un linguaggio che andava da cuore a cuore; di arte, della quale era un conoscitore massimo, tanto da definirsi ironicamente un “bulimico di cultura”. La curiosità che lo ha portato a viaggiare in tutto il mondo, fino a camminare sulle vette dell’Himalaya. Camminare era un modo di pensare: un gesto filosofico. Si definiva “teorico di filosofia”, ma chi lo ha conosciuto sa che era molto di più. Nonostante capacità accademiche notevoli, si è responsabilizzato presto: alla morte del padre, a 22 anni, lavorava, insegnava alle 150 ore, e quella matrice educativa non lo ha più lasciato. Ha continuato a scrivere, formare futuri insegnanti, accompagnare generazioni.

La sua generosità era grande, quasi oltre misura. E’ diventato cooperatore in Africa per Fratelli dell’Uomo e per Mani Tese, con cui ha curato anche contenuti editoriali. Fu innovatore: fondò una società di consulenza filosofica a Milano quando ancora non esistevano coach o figure simili. Ci mise la faccia, la voce, il rischio.

Per tutta la vita Valerio Crugnola ha lavorato su di sé, nella solitudine e nel gruppo “Con la compagnia di ognuno”, attraversando esperienze profonde che partivano sempre dalla propria biografia. La pratica individuale era affiancata da quella comunitaria, durante seminari e ritiri periodici, momenti di libero incontro e di scambio aperto che permettevano di esercitarsi all’ascolto e al confronto, ma anche all’argomentazione e alla confutazione. Più che una militanza, era un percorso verso una “politicità dell’esistenza”: un modo di abitare il mondo con coscienza, responsabilità e presenza. Valerio ha tenuto seminari anche presso la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, perché per lui la scrittura era uno strumento di cura, consapevolezza e trasformazione.

C’era il suo impegno nel sostenere le nuove generazioni straniere arrivate in Italia, spesso disorientate e in difficoltà. Qualunque fosse l’origine della persona, per Valerio esisteva prima di tutto la persona. Uno sguardo che accoglieva e non giudicava, che ascoltava e accompagnava.

Nonostante i problemi di salute gravissimi, viveva ogni giorno con un’intensità rara, quella che ha solo chi sa amare davvero il momento che sta vivendo. Una figura che Varese non ha semplicemente avuto. Una figura che Varese ha ricevuto in dono.

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Pubblicato il 02 Dicembre 2025
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