Curling mania a Varese: liste d’attesa fino all’estate per provare lo sport del momento
Sull’onda dell’entusiasmo per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, i corsi di Varese Curling registrano il tutto esaurito fino ad aprile con liste d’attesa che potrebbero riempire nuovi turni fino all’estate
Il ghiaccio dell’Acinque Ice Arena è diventato improvvisamente uno dei luoghi più “caldi” dello sport varesino. Merito del curling, disciplina che a ogni Olimpiade riesce a conquistare nuovi appassionati e che, complice Milano-Cortina 2026, sta vivendo una nuova esplosione di interesse anche a Varese.
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I corsi organizzati da Varese Curling sono sold out fino ad aprile e la lista di pre-iscrizioni è talmente lunga da poter riempire nuovi turni fino all’estate inoltrata. Un risultato che ha colto di sorpresa anche i dirigenti della società, pur abituati ai picchi post olimpici come accaduto dopo Torino 2006 e Pechino 2022.
Mercoledì 18 febbraio i primi 30 iscritti hanno fatto il loro ingresso in pista, guidati dagli allenatori Alberto Arienti e Fabio Bottinelli, insieme alla squadra di collaboratori e sotto l’occhio attento del presidente Davide Quilici. Tutti curiosi di provare dal vivo quello sport che alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 è protagonista, sull’onda della medaglia conquistata da Amos Mosaner e Stefania Costantini e con le squadre maschile e femminile impegnate in queste settimane nelle qualificazioni.
La prima lezione è un mix di entusiasmo e prudenza. Un po’ di infarinatura tecnica su attrezzature e movimenti, qualche spiegazione sulle regole e poi via, tutti sul ghiaccio a provare le prime scivolate. L’obiettivo? Imparare a rilasciare correttamente la stone, la caratteristica pietra da circa venti chili.
Le stone scozzesi e i primi rilasci
Non sono pietre qualsiasi: le stone utilizzate anche a Varese sono realizzate con uno speciale granito che arriva da Ailsa Craig, un isolotto vulcanico disabitato al largo della costa occidentale della Scozia. Un dettaglio che affascina i neofiti e racconta la tradizione di uno sport antico, ma sempre attuale.
Le stone sono conservate in freezer nella pancia del palaghiaccio di via Albani: è l’unico modo per mantenerle alla temperatura ideale e non rovinare il ghiaccio, che non nasce per il curling, ma viene adattato con grande attenzione dallo staff. Non è la condizione perfetta, ma la voglia di giocare supera ogni limite.
Per i primi veri rilasci bisogna aspettare almeno tre allenamenti. Prima è tutto un provare, provare e provare: trovare l’equilibrio nella scivolata, coordinare il movimento del braccio, capire il ritmo della giocata. Il curling è meno semplice di quanto sembri in televisione: è uno sport di tattica, intuito e disciplina, dove ogni dettaglio conta.

Fair play e “terzo tempo”
Oltre alla tecnica, c’è la cultura del curling. Il fair play è scritto nello statuto di questo sport e il “terzo tempo” è un rito immancabile: al termine di ogni incontro, chi vince offre da bere agli avversari. Una tradizione che racconta lo spirito di una disciplina competitiva ma profondamente rispettosa.
È anche questo clima a conquistare i nuovi iscritti, molti dei quali arrivano spinti dalla curiosità olimpica, ma restano colpiti dall’ambiente del gruppo, che possono osservare poco lontano da loro, tra i ragazzi e gli atleti del Curling Varese che si sfidano in partite improvvisate mentre si svolge il corso sull’altra metà del ghiaccio di via Albani.
Un boom oltre le aspettative
Tra i vertici della società c’è grande soddisfazione, ma anche un filo di sorpresa. Un aumento di interesse era prevedibile, specie in pieno periodo olimpico, ma una risposta così massiccia – con l’Acinque Ice Arena letteralmente presa d’assalto – non era scontata.
«Un incremento lo avevamo messo in conto, ma numeri del genere non ce li aspettavamo» è il sentimento che filtra dall’ambiente, dove si lavora per organizzare nuovi turni e rispondere a tutte le richieste.

Oltre l’effetto Olimpiadi
La speranza di allenatori e dirigenti è che la passione non si esaurisca con l’effetto Olimpiadi. L’obiettivo è trasformare la curiosità in continuità, arricchendo le fila del Varese Curling e dando nuova linfa al gruppo sportivo.
Perché se è vero che tutto parte dall’oro di Mosaner e Costantini e dal sogno di Milano-Cortina 2026, è altrettanto vero che il curling, una volta provato, sa conquistare con la sua combinazione di strategia, concentrazione e spirito di squadra.
E così, sul ghiaccio di via Albani, tra scivolate incerte e prime stone lanciate con emozione, Varese scopre una nuova passione.
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