Scontro in consiglio comunale a Malnate sul futuro di Aspem

I gruppi di minoranza denunciano la mancanza di atti ufficiali sullo scioglimento della società che gestiva la farmacia comunale, ora in concessione. L'assessore Bernard difende la scelta della liquidazione parlando di un risparmio per le casse pubbliche

comune di malnate sala consiliare

Il Consiglio comunale di Malnate di giovedì 12 marzo è stato animato sul tema legato al futuro di Aspem Servizi, l’azienda speciale che per anni ha gestito la farmacia comunale e altri servizi cittadini. Al centro della contesa non solo il destino dell’ente, ma anche, secondo le parti della minoranza, una questione di metodo e trasparenza sui documenti presentati in assemblea.

Il trasloco della sede legale

Il primo punto di scontro ha riguardato lo spostamento della sede legale di Aspem dalla farmacia ai locali del Comune. L’assessore Jacopo Bernard ha spiegato che si tratta di un atto dovuto: essendo la gestione della farmacia passata a un privato, l’Agenzia Tutela della Salute (ATS) ha richiesto che la sede legale dell’azienda pubblica non coincidesse più con i locali dati in concessione. «Abbiamo ricevuto indicazioni in tal senso da ATS per vie brevi – le parole di Jacopo Bernard, assessore – e ci siamo impegnati a regolarizzare la posizione nel primo consiglio utile. È una questione di logica: Aspem non può avere sede dove non opera più».

Le opposizioni hanno però contestato la mancanza di atti ufficiali scritti da parte di ATS, parlando di un’anomalia amministrativa. Irene Bellifemine, Paola Cassina e Mario Barel hanno sollevato dubbi sulla completezza della documentazione, mentre Sandro Damiani ha criticato il metodo di fornire i dettagli solo a votazione avvenuta. Nonostante le critiche, il punto è passato con i voti della maggioranza.

Verso la liquidazione

Il clima si è scaldato ulteriormente sulla messa in liquidazione definitiva di Aspem. Bernard ha rivendicato la scelta come «un atto di responsabilità economica», sottolineando che l’azienda era ormai una «scatola vuota» senza dipendenti e con costi di gestione non più sostenibili. Secondo i calcoli della giunta, «la gestione diretta della farmacia avrebbe portato a una perdita di 20.000 euro nel 2025, mentre la concessione ai privati garantirà entrate sicure per le casse comunali».

Irene Bellifemmine ha chiesto di trasformare Aspem in un ente per i servizi sociali anziché chiuderla, citando anche dubbi sulla gestione dei farmaci in scadenza e sugli arredi. Paola Cassina ha rincarato la dose, definendo la liquidazione un «automatismo creato ad arte», togliendo progressivamente ossigeno alla società e paventando il rischio di una futura vendita definitiva della farmacia.

La protesta delle minoranze

Dopo una sospensione dei lavori e il rifiuto della maggioranza di rinviare la discussione, i gruppi “Irene Bellifemine Sindaco” e “Malnate Sostenibile”, Denunciando l’impossibilità di decidere senza documenti completi e il mancato rispetto del diritto d’informazione dei consiglieri, hanno abbandonato l’aula. «Il futuro di Aspem riguarda scelte strategiche – il commento congiunto dei gruppi – e decisioni di questa importanza devono essere assunte con piena trasparenza e con tutta la documentazione disponibile». Lo scioglimento è stato così approvato all’unanimità dai soli consiglieri di maggioranza rimasti in aula.

IL COMUNICATO

Nel Consiglio comunale del 12 marzo a Malnate, i gruppi di opposizione Irene Bellifemine Sindaco e Malnate Sostenibile hanno denunciato che la documentazione relativa ai punti su Aspem Servizi non fosse stata trasmessa nei tempi e nelle modalità necessarie per una valutazione consapevole degli atti.

È  stata chiesta la sospensione della seduta e la convocazione di una conferenza dei capigruppo per proporre il rinvio dei punti all’ordine del giorno. La richiesta è stata però respinta, e i gruppi di minoranza hanno quindi abbandonato l’aula al momento della votazione, come gesto politico per segnalare la gravità della situazione.

Sul piano normativo, il D.Lgs. 267/2000 (art. 43) riconosce ai consiglieri il diritto di accedere a tutte le informazioni utili all’esercizio del mandato, con le relative prassi che prevedono la messa a disposizione degli atti con congruo anticipo rispetto alla seduta.

«Il futuro di Aspem Servizi riguarda scelte strategiche per Malnate e per i servizi pubblici locali: decisioni di questa importanza devono essere assunte con piena trasparenza e con tutta la documentazione disponibile», dichiarano i due gruppi, ribadendo la necessità che il Consiglio torni a essere luogo di confronto reale e informato.

Il futuro di Aspem Servizi al centro di una petizione cittadina a Malnate

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Pubblicato il 18 Marzo 2026
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