Linea Cadorna, il romanzo delle valli varesine si presenta
Venerdì 23 novembre alle 18 alla Feltrinelli. Accompagnerà la presentazione con quattro canzoni popolari del primo ‘900, il cui contenuto richiama aspetti dell'opera
Venerdì 23 novembre alle ore 18 presso la Libreria La Feltrinelli di Varese verrà presentato il romanzo storico-sociale “Linea Cadorna” di Carlo Banfi. Sarà presente Enea Biumi (pseudonimo per Giuliano Mangano), poeta bosino e attore di teatro dialettale, oltre che autore di brani musicali.
Accompagnerà la presentazione con quattro canzoni popolari del primo ‘900, il cui contenuto richiama aspetti di “Linea Cadorna”.
La prima “Addio padre e madre addio” (già cantata da Nanni Svampa) introduce l’incontro. Seguirà la lettura di passi tratti da lettere dal fronte, presenti nel romanzo e scritte da soldati poi caduti.
La seconda “Venti giorni sull’Ortigara ta-pum ta-pum ta-pum”introduce passi di un altro scritto di un alpino delle nostre valli che ha combattuto in questa “inutile” battaglia del Monte Ortigara e la descrive – censura permettendo – alla sorella.
Terzo canto: “Il feroce monarchico Bava”. Mentre si verificavano i “moti del pane” del 1898 a Milano, contemporaneamente a Luino avveniva un’altra repressione con 14 morti e trentacinque feriti. L’episodio storico è raccontato in “Linea Cadorna”.
“Mama mia mi sunt stùfa”canto della filanda, precede la presentazione di un fatto ironico d’osteria, finito davanti al Pretore di Cuvio.
In conclusione si parlerà di uno dei personaggi, lo scultore Enrico Zosi (1880 – 1948) di Brissago Valtravaglia, alunno di Enrico Butti, con cui ha collaborato per la realizzazione al Cimitero Monumentale di Milano de’ “L’aratura” per la tomba della famiglia Besenzanica, ora Ligresti. Alunno di Lodovico Pogliaghi (ul Pugliaghìn)e di Cesare Tallone alla Reale Accademia di Belle Arti di Brera. Si stanno riscoprendo suoi lavori di incredibile fattura. La copertina di “Linea Cadorna” riporta “Stalliere con cavallo”, un bronzo ritrovato a Praga dopo la caduta del muro di Berlino e ora presente al Museo Ferrarini-Nicoli di Parma.
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